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iMac da 24″ Intel Core 2 in palio su Luca Mercatanti’s Blog

18 maggio 2009

imac 300x200 iMac da 24″ Intel Core 2 in palio su Luca Mercatantis BlogVoglio segnalare un contest davvero appetibile per chiunque possieda un blog (e chi non ce l’ha? anche Pino sta pensando di aprirne uno!)

Non è male sognare e soprattutto sognare di venire in possesso di una macchina così ambita gratuitamente.

Come descritto sul post riguardante il contest, Luca prevede di estrarre a sorte sul sito www.random.org il fortunato partecipante al contest.

Per partecipare basta scrivere sul proprio blog un’articolo riguardante il contest che contenga un link al post relativo sul suo sito (come ho fatto poco sopra) ed un link alla HomePage del suo blog (come ho appena fatto).

Requisito fondamentale per i blog partecipanti è che non siano più giovani di due mesi, gli altri possono partecipare tutti, a patto di non scrivere un articolo copiato dal suo blog per parlare del contest….insomma, niente copincollaggi forsennati, un po’ d’impegno per scrivere due righe, ok?

Beh, a questo punto partecipo pure io ;-)

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Contest, Gratis, iMac
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PC-House: un forum appena nato

4 maggio 2009

forum 299x300 PC House: un forum appena natoDevo raccontare prima perchè, poi il come e poi il dove. Da sempre compro il primo numero di ogni nuovo fumetto, rivista, giornale, di ogni cosa che sia “il primo di una serie”…perchè? Perchè si, perchè fra tanti anni potrebbe essere un oggetto di un certo valore prima di ogni cosa, ma anche e soprattutto perchè mi piace conoscere qualunque cosa appena nasce, per monitorarne l’evoluzione, per poter dire “quando iniziarono c’ero anch’io”, magari, se possibile, contribuire alla sua crescita.

Bene, questo è il perchè, il perchè ho scoperto e mi sono affezionato al forum PC-House, nato dall’idea di una persona che stimo come un modder dall’intuito geniale e l’esperienza ineguagliabile, il famoso lukas22 di eeepc4g.com … e senza accorgermene sono arrivato al come, come ho scoperto che chi mi “trillava” su Adium era il mitico che voleva annunciarmi di aver appena messo on-line un nuovo forum.

Questo forum promette di abbracciare ogni branca della manutenzione e della modifica di ogni tipo di computer o periferica, sistemi operativi compresi! Un proposito certamente degno di nota e sicuramente molto impegnativo da mantenere, ma conoscendo chi promette, ed avendo ammirato le sue opere, son sicuro che farà di tutto per mantenerlo.

Se un fumetto si acquista, l’iscrizione ad un forum non costa nulla, tranne il costo che l’osservanza degli articoli del suo regolamento può costarci, quindi da un forum non si può far altro che imparare condividendo esperienze.

Interessante e soprattutto nuovo, che vogliamo di più? Ecco che arriviamo al DOVE

Buon divertimento! Una comunity completamente nuova possiamo scriverla insieme, per poter dire “quando iniziarono c’ero anch’io” ;-)

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Ora tutti compilano kernel, elmurato … fewt … e io chi sono? Kernel 2.6.30rc4 di bigo72 per Ubuntu Jaunty su EeePC 1000HE

2 maggio 2009

linux kernel map Ora tutti compilano kernel, elmurato ... fewt ... e io chi sono? Kernel 2.6.30rc4 di bigo72 per Ubuntu Jaunty su EeePC 1000HE Già con l’uscita di Intrepid nacque Array.org di Adam Mc Daniel, mitico condivisore di kernel compilati sul suo EeePC, davvero una manna dal cielo per chiunque non fosse capace di dare un paio di comandi da terminale o copincollare guide sparse per la rete.

Non che la cosa mi infastidisca, per carità, sono stato uno dei primi uTonti ad utilizzare i suoi kernel ed a giovare della sua esperienza e della passione e dell’entusiasmo che lo caratterizzavano.

Ora si passa a Jaunty Jackalope, la nuova 9.04 di Ubutnu, che è ben lungi dal riconoscere tutto l’HardWare come promesso spesso dal team di sviluppo, ecco allora che altri figuri emergono dai meandri dell’underground linaro; persone come fewt e elmurato, dei veri miti in grado di far parlare di sè in poche settimane, specialmente se si appura che quel che hanno realizzato funziona davvero.

Una buona soluzione iniziale l’ho trovata abbinando il kernel di elmurato agli script di fewt, ma poi ho cominciato a chiedermi quanto difficile sia compilare un kernel su misura, scoprendo che non è affatto difficilissimo, ma basta un po’ di pazienza e tanto Google!

Del mio avviso è anche il mitico confrey, che su eeepc4g.com ha pubblicato il suo kernel ottimizzato per EeePC, soprattutto per processori Atom, kernel che ho provveduto ad installare e provare, verificando che effettivamente la responsività dell’intero sistema ne trae grande giovamento.

A questo punto mi butto anch’io nella mischia: Kernel 2.6.30rc4 ottimizzato per interfaccia di rete dell’EeePC (una bomba sul mio 1000HE!) qui gi headers e qui l’image pronti per il download e per spedirmi in orbita tra le stelle dei compilatori folli (ok, va bene Pino, lo so che mi leggi solo tu, ma facciamo finta che ci siano una marea di download, ok?)

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Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.

23 aprile 2009

jackalope1 300x256 Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.Ok gente, ci siamo: finalmente è partita la corsa all’accaparramento delle .iso relative alla nuova release della mitica Ubuntazza. Forse posso ritenermi anche fortunato, visto che ho beccato il download diretto, ma credo che la fortuna abbia poco a che fare con questa cosa, infatti son sicuro che stiano potenziando sempre di più la rete di server dedicati a questo e i rallentamenti e gli spintoni tra client saranno sempre più solo un ricordo.

Insomma, il download è possibile a partire da questa pagina e, qualora non si riuscisse ad accedere a quello diretto, consiglio il torrent, abbastanza veloce.

Staremo a vedere se le aspettative saranno soddisfatte dal mantenimento delle promesse da parte del team di Ubuntu …. non so perchè ma son quasi sicuro che quel cazzo di FnF2 non funzionerà, non sono ancora riuscito a capire perchè diamine ritengano così difficile implementare una stupidata di questo genere. Mah, forse proprio perchè non parlo da programmatore, visto che non lo sono mai stato, ma da uTonto, non mi rendo conto delle enormi difficoltà che l’implementazione di FnF2 comporta per uno sviluppatore, non so…

Novità delle novità, per me almeno, è che non parliamo di un CD, ma di un DVD di 4.2Gb! Ma che ci avranno messo dentro? O meglio: avrò mica sbagliato immagine? :D

Intanto ho avviato l’EeePC 1000HE con Windows e salvato il MBR con HDHacker, programmozzo dall’uso intuitivo che permette di effettuare un backup del Master Boot Record, in modo da averlo pronto per un eventuale ripristino futuro….eccesso di zelo? Non credo, oltretutto non costa nulla fare 2 click e può salvarci da un mare di problemi in futuro o da installazioni linux mal riuscite.

L’EeePC 1000HE, come noto, ha 4 partizioni sull’HD da 160Gb, tutte primarie: la prima è riservata a Windows, la seconda da 60Gb è il drive D: utilizzabile come archivio, la terza è la partizione di ripristino e la quarta la EFI destinata al QuickBoot.

Ho deciso di modificare la seconda, trasformandola dapprima in partizione estesa, poi dividendola in due unità logiche da 30Gb, una formattata in FAT32 dall’originalissimo nome di “Archivio” destinata alla condivisione di documenti tra Windows e linux e l’altra non ancora formattata, su cui andrò a installare Ubuntu.

Credo di non dover/poter dire altro per il momento, ripromettendomi di pubblicare la prova su strada ;-)

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Adium 1.4 SVN compilato: supporto rete IRC

10 aprile 2009

adium Adium 1.4 SVN compilato: supporto rete IRCAdium è uno di quei programozzi per MAC che non mi è mai dispiaciuto, comparabile al famoso Pidgin per Linux, ma purtroppo senza supporto per la rete IRC, almeno fino ad ora! Lo sviluppo procede comunque senza sosta e il compilare l’ultima versione dai repository SVN mi ha fatto davvero godere: IRC finalmente considerato!

Potete scaricare l’Adium da provare da questo link, è hostato su QuickShareIt, quindi forse verrà cancellato a giorni, non so come funziona quel servizio in dettaglio, ma prego chiunque non trovi il link attivo di segnalarmelo.

Buon IRC a tutti, col nuovo Adium, ma badate bene che non è neanche una beta, quindi i bug si sprecano, magari conviene memorizzarlo in una directory separata da Applicazioni in modo che non vada a sovrascrivere la versione stabile sul vostro sistema.

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Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope

9 aprile 2009

ipv6 Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty JackalopeDa Intrepid in poi, molto è cambiato in Ubuntu, per chi la conosce e la usa da una vita, qualche esempio? xorg.conf praticamente non esiste più di default, /etc/modprobe.d/aliases idem con patate e una marea di altre cose che non sto a citare, ma si tratta di quelli che per anni sono stati i files classici da modificare a proprio piacimento, per personalizzare al meglio il sistema, secondo le proprie esigenze (spero non mi tolgano /boot/grub/menu.lst o /etc/apt/sources.list altrimenti passo a Windows sull’EeePC!)

Vengo al dunque: una delle personalizzazioni che mi riguardava personalmente immediatamente dopo una nuova installazione era la disabilitazione del tanto inutile quanto fottutamente onnipresente ipv6, che per quanto mi riguarda rallenta solo il boot e la navigazione, almeno per ora ed almeno fino a quando non entrerà in uso definitivo….non so, non sono molto informato e non mi importa nulla che lo riguardi, ma non ce lo voglio nella mia box, PUNTO!

Fino a Intrepid era possibile disabilitare il supporto ad ipv6 con pochi semplici passi, modificando /etc/modprobe.d/aliases ecc. (la rete è piena di “tutorial” in merito, non sto qui a dilungarmi su quel vecchio procedimento), ma adesso le cose son cambiate ed il supporto all’ipv6 è compilato all’interno del kernel e nemmeno come modulo! Quindi ci attacchiamo tutti! ….. A meno che …. non ci sporchiamo le mani con una compilazione del kernel “al volo”.

Calma, calma, lo so, anche io tremo quando si parla di ricompilare il kernel, ma questa cosa è più semplice di quanto sembri. In pratica ricompileremo il kernel con il supporto a ipv6 come modulo, in modo da abilitarlo e disabilitarlo quando e se ci pare, ovvero quando qualcuno si deciderà ad utilizzarlo.

Primo passo. Installare i pacchetti necessari:

$ sudo apt-get install kernel-package libncurses5-dev fakeroot bzip2 linux-source

Secondo passo. Scompattare l’immagine del kernel:

$ cd /usr/src
$ tar jxvf linux-source-*.tar.bz2
$ ln -sf /usr/src/linux-source-[versione del nostro kernel] /usr/src/linux

Terzo passo. Salvare una copia di backup dell’attuale file di configurazione:

$ cd linux
$ sudo cp /boot/config-$(uname -r) .
$ sudo mv config-$(uname -r) .config

Quarto passo. Compilare ipv6 come modulo:

$ sudo make menuconfig

Si aprirà il menu di configurazione del kernel. Prima di tutto selezioniamo “Networking support”, quindi “Networking options”. All’interno di “Networking options” cerchiamo la riga “IPv6 Protocol” e, una volta selezionata premiamo “M” oppure la barra di spazio fino a che non compare la lettera “M” tra i simboli di maggiore e minore, così: “<M>”. Salviamo la configurazione ed usciamo.

Quinto passo. Ricompilare il kernel:

$ sudo make-kpkg clean
$ sudo fakeroot make-kpkg –initrd -append-to-version=-noipv6 kernel_image kernel_headers

Questo è il momento di prendere un caffè….di solito in tutte le guide o pseudo tutorial in giro per la rete si parla di caffè….ma due ore e mezzo (Abbiamo voluto l’EeePC? Ecco le conseguenze!) mi sembrano davvero un casino di tempo per prendere un caffè, anche perchè non ho idea di cosa proporre dopo il caffè, provate a guardare il/la vostro/a partner con una luce speciale negli occhi, forse si trova la maniera per passare un paio d’ore. Se non avete un/a partner è il momento buono per uscire a cercarne uno/a.

Sesto passo. Installare il nuovo kernel:

$ cd /usr/src
$ sudo dpkg -i linux-headers-*.deb
$ sudo dpkg -i linux-image-*.deb

Settimo passo. Mettere in blacklist ipv6:

$ sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist

Alla fine del file aggiungiamo la seguente riga:

blacklist ipv6

Salviamo e usciamo.

Ottavo passo. Controlliamo che tutto sia OK

Riavviamo la macchina (giocattolo?) e connettiamoci ad internet normalmente, poi inseriamo nel terminale il seguente comando:

$ ip a | grep inet*

Se l’output non fa nessun riferimento a qualcosa tipo “inet6″, congratulazioni: stiamo usando ipv4!

NOTA: nel Quarto passo, invece che compilare ipv6 come modulo, si potrebbe decidere di eliminarlo definitivamente e senza pietà schiacciando ripetutamente “spazio” finchè ipv6 resta non selezionato. In questo caso si può saltare il Settimo passo perchè non sarà necessario mettere niente in blacklist, semplicemente avremo deciso di non compilarlo e basta.

Il mio pirlotto va che è una bellezza ora….sperando che il team di sviluppo non mi sforni un nuovo kernel proprio oggi, se no mi sparo! :D

EDIT del 27/04/2009: Non testato personalmente - In diretta dai commenti ecco il “metodo telperion“, per fare tutto in maniera più elegante ;-) (grazie telperion!) - pare che funzioni solo con kernel Vanilla, però, aspetto feedback.

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Terremoto a L’Aquila - Articolo dovuto!

6 aprile 2009

l aquila 300x188 Terremoto a LAquila   Articolo dovuto!Quella città mi ha ospitato per 11 lunghi anni, all’epoca della crescita sociale e intellettuale della mia vita, negli anni a cavallo tra la giovinezza e la maturità, mi ha visto diventare un uomo….mi ha fatto diventare uomo!

Abitavo in un piccolo centro, il classico paesino con la piazzetta con la chiesa, il tabaccaio e il bar, un agglomerato urbano animato da anime serene, gente semplice e ricca di valori che a Firenze è difficile ritrovare e riconoscere.

Sono sgomento nell’apprendere del disastro della notte scorsa, non so neanche a chi e cosa pensare, ho solo un gran vuoto nel cuore e milioni di ricordi belli e brutti che nessun terremoto mai potrà distruggere: la MIA l’Aquila è dentro di me!

Mi auguro di tutto cuore che la ricostruzione non coinvolga solo gli edifici, ma faccia ritornare la serenità vera dei miei ricordi nelle anime dei suoi abitanti.

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Ubuntu 9.04 beta “Jaunty Jackalope” su EeePC 900

5 aprile 2009

jackalope 221x300 Ubuntu 9.04 beta Jaunty Jackalope su EeePC 900Siamo agli sgoccioli, la nuova Ubuntazza sta per essere rilasciata in versione definitiva ed io continuavo a scalpitare. La pazienza non è mai stata una dote che mi ha contraddistinto, quindi, dopo la deludente installazione della Alpha4, con conseguente impazzimento generale del server grafico, mi sono dato all’installazione “pulita” da zero dell’appena rilasciata beta.

Incredibile ma vero: FUNZIONA!

Per “funziona” intendo che funziona sul serio, da subito, immediatamente, o OutOfTheBox che dir si voglia, per usare un ackerismo anglosassone.

Come al solito la pressione del FnF2 non disattiva il WiFi, ma almeno la scheda WiFi è riconosciuta e funziona da subito, anche in live! Mi toccherà fare i soliti “magheggi” per utilizzare quel tasto funzione in particolare, visto che i controlli volume funzionano con OSD e gli altri praticamente non mi sono mai serviti, ma chi se ne frega? Per quanto mi riguarda è perfetto così!

Per non parlare del boot in 21,4 secondi netti! Un traguardo mai raggiunto, nemmeno con il lean kernel di Adam McDaniel e nemmeno dopo la disattivazione di una marea di servizi; mi chiedo cosa succederà quando la metterò a dieta sul serio (Cit.Pollycoke)

Ho formattato i dischi col nuovo FileSystem EXT4, in barba agli allarmismi in giro per la rete: mi pare che problemi non ne dia, poi non so, può darsi che esploda improvvisamente, boh!

Insomma, per ora, con installazione freschissima, posso dirmi più che soddisfatto, ora passo alle solite personalizzazioni e vediamo che succede, ma non potrà che andare sempre meglio!

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Carrefour di Brindisi: un EeePC un tantino caro?

1 aprile 2009

img 0204 225x300 Carrefour di Brindisi: un EeePC un tantino caro?Articolo brevissimo stavolta, le foto parlano da sole, credo: sarà un po’ caruccio? Notare che parliamo del 700 con Xandros, non so se mi spiego. Nello stesso store ho trovato prezzi allucinanti per un mucchio di prodotti informatico-tecnologici e tutto il reparto elettronica in generale…chissà perchè!

Sono in giro per l’Italia e non posso farmi mancare una puntatina in giro per centri commerciali e negozi di elettronica, di tanto in tanto, altrimenti muoio senza i miei giocattoli, ecco che ogni tanto si trovano le sorprese…non so, mi sbaglierò, ma a me sembra davvero troppo caro.

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Impostare BIND: DNS locale su Leopard.

19 marzo 2009

dns Impostare BIND: DNS locale su Leopard.Premetto che non so che cosa ho fatto di preciso, ma giuro a me stesso che approfondirò questo argomento, anche perchè pare funzionare alla grande!

Molto spesso ci capita di lamentarci della lentezza delle nostre connessioni a banda larga, ma non sempre tutto questo è dovuto al brand del fornitore di servizi internet, o meglio, solo in parte.

Occhio che sto per scrivere una frase riscrita milioni di volte negli anni: ad ogni indirizzo web corrisponde un indirizzo IP quindi scrivere nella barra indirizzi del browser http://www.google.com o http://74.125.43.103/ è esattamente la stessa cosa, ma col vantaggio che il caricamento del secondo indirizzo sarà più immediato del primo.

Se moltiplichiamo tutti i piccoli ritardi accumulati nel surfing giornaliero ci accorgiamo che clicka di qua e clicka di là, alla fine della giornata abbiamo passato 1/5 del nostro tempo aspettando il caricamento delle pagine (stima un tantino esagerata, comunque, dai, fate i bravi, un bloger deve esagerare, è risaputo! Lo fanno tutti i blog fighi).

In pratica se ci ricordassimo l’indirizzo IP di tutti i siti che frequentiamo saremmo a cavallo, ma dovremmo anche linkare i siti inserendone l’IP e poi….insomma, sarebbe un’incubo! E’ qui che ci vengono incontro i server DNS (Domain Name System), che memorizzano per noi tutte le coppie NomeDominio-IP presenti nel WEB. Ogni ISP consiglia i suoi server DNS, una massa incolore di nerd pseudo-geek spinge per l’adozione in massa dei famosi OpenDNS (che ogni tanto rallentano talmente tanto la navigazione da ricordare i “vecchi tempi”…..ma è solo un’esperienza personale, in giro c’è gente entusiasta).

Quello che qui mi accingo a descrivere è l’impostazione di un Servizio di Domain Name proprio sul nostro mac, in modo che le coppie nome-numero vengano memorizzate in locale, per un accesso praticamente istantaneo, senza interrogare DNS esterni, che devono poi interrogare altri DNS e così via.

Cominciamo allora, per me ha funzionato, poi magari cercherò pure di capire cosa ho fatto :D

Creiamo prima di tutto una chiave rndc col seguente comando in terminale

$ sudo rndc-confgen -a

ci verrà richiesta la password da amministratore e la inseriremo. Fatto il primo passo, ora, visto che abbiamo il terminale aperto e la maggior parte del lavoro va fatto qui, usiamo anche l’editor di testo nano così poco preso in considerazione, in modo da far tutto nel terminale.

Prima trasformiamoci nell’onnipotente root

$ sudo su -

Inseriamo la nostra password

$ cd /System/Library/StartupItems

$ mkdir BIND
$ cd BIND
$ nano -w BIND

Ora siamo in nano e stiamo creando il file BIND che riempiremo con le seguenti righe:

#!/bin/sh

. /etc/rc.common

if [ "${DNSSERVER}" = "-YES-" ]; then
ConsoleMessage “Starting BIND DNS Server”
/usr/sbin/named
fi

Chiudiamo con ctrl-X e salviamo il file con Y e poi INVIO. Ora ci serve un’altro file, che prontamente andremo a creare:

$ nano -w StartupParameters.plist

aggiungendo queste righe:

{
Description = “Local DNS”;
Provides = (”DNS Server”);
OrderPreference = “None”;
Messages =
{
start = “Starting DNS Server”;
stop = “Stopping DNS Server”;
};
}

Rendiamo il file eseguibile:

$ chmod +x BIND

E assicuriamoci che si avvii ad ogni reboot del mac:

$ nano -w /etc/hostconfig

E aggiungiamo questa riga alla fine, se non esiste già:

DNSSERVER=-YES-

Se esiste già nel file avrà valore -NO-, quindi cambiamo -NO- con -YES- ed abbandoniamo la condizione di root:

$ exit

Ora lanciamo il nostro script:

$ sudo /System/Library/StartupItems/BIND/BIND

Adesso possiamo uscire dal terminale, abbiamo attivato il servizio locale di DomainName BIND, ma non è ancora finita, perchè dobbiamo utilizzarlo:

andiamo in Preferenze > Network
Cancelliamo i DNS presenti e inseriamo 127.0.0.1.

FATTO!

Per verificare che il DNS in uso sia effettivamente quello locale ricorriamo nuovamente al terminale:

$ nslookup www.apple.com
Server:        127.0.0.1
Address:    127.0.0.1#53

Non-authoritative answer:
www.apple.com    canonical name = www.apple.com.akadns.net.
Name:    www.apple.com.akadns.net
Address: 17.149.160.10

Sinceramente ho notato un miglioramento che definirei bestiale, davvero non me l’aspettavo!

[Fontissima!]

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