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Trasformare il Mac Mini in un Server, con tanto di supporto PHP e MySQL: MAMP

sabato, 28 febbraio 2009

2672478595 551bb54fe4 Trasformare il Mac Mini in un Server, con tanto di supporto PHP e MySQL: MAMPSono anni, ma dico anni, che una delle vocine che affollano la mia testa mi dice di impostare un server a casa. E sono anni, ma dico anni, che rispedisco quella vocina nei meandri più remoti della scatola cranica, tanto che dopo secoli di opportunità avute quando su tutte le mie macchine girava linux (tutti continuano a dire che linux è la miglior piattaforma su cui far girare un server), mi son deciso a realizzare qualcosa di vagamente somigliante ad un server proprio quando le mie macchine son tutte Apple, eccetto che per l’EEEpirlotto che di fare il server non ne vuol sapere (eppure gliel’ho chiesto gentilmente!).

Insomma, grazie agli spippolamenti che si sono resi necessari per la realizzazione di questo blog, specialmente in seguito ai recenti spostamenti “forzati” dalla morte di HelloWeb, mi son reso conto di aver approfondito le mie conoscenze tecniche riguardanti il lato prettamente SQL e PHP di un sito come questo.

Un attimo, non sono mai stato e credo che non sarò mai un programmatore, direi che “smanettone” sia il termine che sempre meglio di qualunque altro descriverà perfettamente la mia identità informatica: quella di colui che CopIncolla pezzi di WEB in altrettanti pezzi di codice locale, il più delle volte incrociando le dita (quanto è difficile usare il mouse e la tastiera!) e non avendo la benchè minima idea di quel che sta facendo.

OK, ottima premessa, proseguiamo!

Leopard ha già implementato al suo interno un server Apache dormiente ed un sacco di altre cosine che semplicemente andrebbero risvegliate, basterebbe installare MySQL per avere un server funzionante, ma il terminale sarebbe quasi l’unica risorsa, sia per l’installazione che per l’impostazione (ORROREEEE!!!).

Per non sputtanare completamente un sistema già di suo abbastanza compromesso dagli smanettamenti di anni, ho deciso per l’uso di MAMP Pro, un ambiente di sviluppo a sè stante, munito di una comoda interfaccia grafica per l’avvio dei vari servizi, che crea un server separato da tutto ciò che è il sistema.

Davvero in 2 click ero on-line e pronto per installare WordPress sulla mia macchina, ponendo i files html o php nella directory /Applications/MAMP/htdocs, che diventa la localhost. Si può avere la prova della presenza on-line accedendo al proprio indirizzo IP con un browser; io, per avere la certezza matematica che nulla che fosse presente nella mia rete domestica interferisse con questo, ho effettuato l’accesso con l’eeePC, connesso in HSDPA mediante la mitica Huawei E169.

Una veloce ricerca su Google ci farà notare quanto la blogosfera sia ottusa: i vari “copincollaggi” da un blog all’altro mettono gente idiota nelle condizioni di parlare di software che non ha mai usato e di cui ha letto qualcosina; infatti tutti ci presentano questo software come una piattaforma destinata ad un uso esclusivamente locale, per provare ad installare un nuovo plugin su WordPress per rodarlo, prima di installarlo sul proprio blog, per esempio, oppure per provare uno script PHP di dubbia provenienza.

NULLA DI PIU’ LONTANO DALLA REALTA’! Il server di cui parliamo è un server completo in tutto e per tutto e ci permette di avere un sito in locale, del quale si possono aprire le porte per la visione da parte del mondo del fottuto WorldWideWeb!

Ma in che maniera un amministratore “casalingo” può ottenere di avere un sito web nel computer di casa, che sia visibile dall’esterno, a meno di non comunicare a tutto il mondo il suo indirizzo IP ogni volta che riavvìa il router? Infatti la maggior parte di noi ha una connessione con indirizzo IP dinamico; nulla di più semplice che l’utilizzo del servizio gratuito di DynDNS, sito che si occupa di abbinare un nome a dominio, scelto tra quelli disponibili sul sito stesso, al proprio indirizzo IP, costantemente aggiornato con svariati sistemi, come per esempio un comodo updater installato sulla macchina che avvìa un demone che comunica a DynDNS il proprio indirizzo IP ad intervalli di tempo decisi dall’utente. Nel mio caso ho la fortuna di avere un router che gestisce gli account DynDNS, quindi è lo stesso router che comunica al sito il mio IP, ogni volta che si riavvìa, senza demoni in giro per la mia RAM e la mia rete domestica.

L’indirizzo relativo al mio blog “locale”, per esempio, è http://bigo72.is-a-geek.com e, per quanto pittoresco, non è che sia decisamente ….. “professionale”, ma purtroppo DynDNS mette a disposizione solo un elenco abbastanza … come dire….”dissacrante”?

OK, a questo punto sono online, ma quel nome a dominio proprio non mi piace! Ecco che interviene il concetto di CNAME all’interno del pannello configurazione di un nome a dominio: in pratica basta l’acquisto di un dominio ed il forward del traffico dati di un altro dominio attraverso di lui, mediante la creazione di un record CNAME che punti al dominio DynDNS e il gioco è fatto: è per questo che con grande orgoglio voglio annunciare la nascita di http://www.bigo72.com

Per l’acquisto del nome a dominio consiglio NameCheap.com, di facile gestione e con prezzi davvero vantaggiosi.

Per ora è tutto, visto che per il momento sono ancora in “rodaggio” cerco di tenermi buono e caro questo spazio, con questo indirizzo, prima di trasferirmi completamente: quel blog rimarrà una brutta copia di questo per il momento, fino a quando non sarò sicuro di poterlo gestire in piena consapevolezza di ciò che faccio (quello che ho ottenuto fino ad ora è un “coso” che funziona, ma non so esattamente come ci sono riuscito!).

Certamente lo stile del presente articolo è ben lungi dall’assomigliare ad una “guida” o “tutorial” su come impostare un server in casa propria, ma credo fornisca abbastanza spunti per orientarsi nelle scelte da effettuare qualora si volesse intraprendere questa strada…..il resto è su Google icon biggrin Trasformare il Mac Mini in un Server, con tanto di supporto PHP e MySQL: MAMP



Installare Mac OS X Leopard su un vecchio MacBook nato con Tiger (versione per fighetti)

domenica, 21 dicembre 2008

justin long Installare Mac OS X Leopard su un vecchio MacBook nato con Tiger (versione per fighetti)

Il fighetto per eccellenza.

Perchè per fighetti? Si chiederà il povero Pino.

Ma perchè solo i fighetti hanno un MacBook PRO UniBody ora come ora, o quantomeno così viene etichettato dal popolo della rete chi ha un laptop di questo tipo.

Ma veniamo al dunque: il nuovo acquisto mi ha messo nelle condizioni di disfarmi del vecchio MacBook, cosa che ho apparecchiato predisponendo una nuova installazione di Leopard, in modo da poterlo cedere al futuro proprietario.

Il vecchio MacBook nasceva con Tiger ed io ci avevo installato un Leopard, come dire…..preso in prestito da un amico che aveva masterizzato una copia manipolata; insomma avevo un accrocchio ottenuto dalle immagini disco scaricate dai tracker torrent.

Questa volta volevo fare le cose per benino e infilato il CD di Leopard del MacBook pro, ho riavviato il MacBook, ma, sorpresa delle sorprese, subito dopo la scelta della lingua, ecco un messaggio che non permette “ma” o “perchè”: “Mac OS X non può essere installato su questo computer”! (il punto esclamativo ce l’ho aggiunto io, simbolo fallico esplicativo: dà l’idea di come si sente l’user in quel momento).

Che fare? Come al solito Google mi è amico e le ricerche mi hanno portato QUI, procedimento seguito alla lettera, ma non ha funzionato per me: al momento dell’installazione, stesso problema! (E non ho voglia di chiedermi il perchè).

Il grande morpe di #mela su irc.azzurra.org mi ha illuminato, ricordandomi che una volta c’era il Target Mode a risolvere questioni di questo genere, ma ora coi nuovi MacBook non si può perchè non hanno la firewire….ma io sono un fighetto ed ho il PRO e, siccome ho anche un disco FireWire di vecchia generazione, ho anche un cavo con ad un capo un plug per la vecchia FireWire e dall’altro uno per la nuova.

Insomma, gli ingredienti c’erano tutti, bastava sperare che quel benedetto check di compatibilità non rompesse le scatole dopo il riavvìo del MacBook target!

Riavvìo riuscito alla perfezione! Confermo che installare in target mode da nuovo MacBook PRO a vecchio computer apple (credo in generale) si può!

A chi possa servire questa notiziona non so, sessuno è fighetto al punto d’avere un MacBook PRO di nuova generazione e un vecchio MacBook, ma chi lo sa, forse Pino vuol far l’acquisto icon biggrin Installare Mac OS X Leopard su un vecchio MacBook nato con Tiger (versione per fighetti)

eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari…

lunedì, 15 dicembre 2008

ubuntu eeepc asus eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari...

E finalmente ho fatto il “grande passo”! Mi è piaciuta l’idea fin dai suoi albori, semplicemente mi andava di prenderlo e l’ho preso.

E’ cominciata una nuova era per questo blog: mi occuperò anche di postare le mie impressioni sul funzionamento di questo cazzerello informatico.

Subito dopo l’acquisto (al più presto pubblicherò le foto dell’unboxing) non ho neanche voluto vedere Xandrox, sistema operativo facente parte delle innumerevoli distro linux, studiato appositamente per l’eee (gli screenshot in giro per la rete mi facevano rabbrividire da mesi), ma sono entrato nel bios, ho impostato un lettore DVD esterno come prima periferica di boot e ci ho schiaffato una bella Ubuntu!

Tra le altre cose, mi ha reso felice il fatto che qualcuno aveva pensato a creare una distribuzione linux appositamente manipolata per riconoscere immediatamente l’hardware del marchingegno, come a mia volta feci io anni fa col FlyBook della Dialogue, solo che in quel caso eravamo in 3 a lavorarci e il progetto si fermò quando vendetti il costoso pirlino taiwanese, ma la distro viene tutt’ora scaricata a manetta e ricevo decine di email di ringraziamento da tutto il mondo.

Bando alle ciance, dicevo, mi ha rallegrato la scoperta dell’esistenza di eeeBuntu, ma dopo averla provata, ho voluto esagerare ed andare oltre: in pratica, “spaventato” da tutti gli allarmismi relativi al “numero chiuso” di scritture su disco mi sono detto:”perchè non installare i vari sistemi operativi su SD card e tenere l’HD solo per i documenti?”. In effetti è un concetto che richiama un po’ i primordi dell’era Personal Computer (mai sentito parlare di Floppy?): inserisco la scheda SD del sistema operativo che voglio utilizzare et voilà, con i due dischi interni formattati in FAT32, in modo da poter essere letti e scritti da chiunque ci provi.

Devo dire che la rete di blog e forum, specialmente italiana, ha un gran disordine dal punto di vista dei tutorial, in pratica si parla di eeePC in generale molto spesso, non specificando se si sta parlando di 701 o 900, piuttosto che di 901, quindi inevitabilmente si installa una decina di volte prima di capire quale procedimento seguire sul serio.

Io ho trovato QUESTA guida molto efficace, forse il primo che parla davero di 900 nello specifico, hardware completamente riconosciuto e kernel con tutti i moduli precompilati già inclusi, in pratica niente smanettamenti strani, compilazioni ecc, basta fare quei due passaggi.

Dal lato Windows ho preferito una XP ice, quella tamarra con tutte le sfumature neon, troppo bella! Leggera e veloce, almeno mi ritrovo con un buon supporto anche win e posso finalmente cancellarlo dal MacBook, che mi occupa solo spazio, per quelle due volte l’anno che son costretto ad usarlo!

Bene, per ora mi sembra di aver dato la notizia in maniera adeguatamente esplicativa, credo che post riguardanti il cazzerello ce ne saranno un bel po’ da ora in poi….dopo il software c’è l’hardware, e ti confesso che non vedo l’ora di metter mano a cacciavite e saldatore, proprio come ai vecchi tempi del modding che ha occupato uno spazio consistente nella mia vita geek … se vogliamo, col Mac funziona tutto perfettamente da subito ed è fantastico, ma chi è abituato ad avere un rapporto “fisico” con le proprie macchine un po’ ci soffre.

Ecco allora che ho trovato la soluzione: coi miei due Mac produco, col eeePC smanetto icon smile eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari...

Nuovo arrivato in casa bigo72: MacBook PRO 15″

venerdì, 28 novembre 2008

 Nuovo arrivato in casa bigo72: MacBook PRO 15Insomma, eccolo, in tutto il suo splendore! Ero indecisissimo, non sapevo se sprecarmi in un acquisto bestialmente svenante o limitarmi, dandomi piuttosto ad un MacBook 13,3.

Ero lì che me lo guardavo e continuavo a dirmi “ma no che non hai bisogno di tutto quell’HardWare! E poi è mastodontico, rispetto al MacBook che hai ora!”

Mi pareva di avere Pino e Shijngo nella testa, tipo diavoletto e angioletto, le due vocine che esprimevano due pareri opposti.

Come sempre mi capita, quando cerco di evitare una spesa, mi faccio vincere dalla frase “me lo sono meritato”

Detto fatto: 2.53GHtz, 4Gb di RAM e 320Gb di HD mandano in pensione il vecchio MacBook Black!

Come ogni buon geek idiota, ho anche pubblicato le foto dell’UnBoxing su Flickr

Ora mi ritrovo con 7 macchine da guerra in casa e dovrò pur cominciare a liberarmi di qualcosa! Approfitteremo del Natale!

Prima di chiudere vorrei spezzare una lancia in favore di Maurizio, il responsabile dell’AppleShop presso il centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio (FI): pare che finalmente all’interno di un centro commerciale, sia possibile trovare un addetto alle vendite competente! Pronta risposta ad ogni domanda tecnica, è un piacere immenso parlare di cose tecniche in termini tecnici con un vero tecnico! Fossero tutti come lui!

Anche NonSoloMac aveva parlato di lui un po’ di tempo fa, non posso esimermi dal quotarne le ottime impressioni.

Blocco dell’artista

venerdì, 21 novembre 2008

Il vero vantaggio di avere un blog con un solo lettore è quello di non dover rendere conto a nessuno, tranne che a Pino.

Certo, anche Shijngo ha il suo peso in questo blog, ma segue Pino e non capisce l’italiano, quindi alla fine io fo quel che mi pare.

Fatto sta che ogni volta che il filtro antispam mi segnala un nuovo commento da moderare, ecco che mi ritrovo ad accorgermi che solo gli spammers oramai commentano sul mio blog.

Non che sia mai stato un blog tartassato di commenti, ma un po’ mi mancate.

Dall’ultimo articolo un mare di acqua sotto i ponti è passato, mi rendo conto solo ora che mi ero riproposto di scrivere le chicche da eeePC e non ho realizzato niente di buono.

Al contrario, nella vita fisica mi va discretamente bene, lavoro molto e guadagno bene, ma…. mi mancate.

Possiamo definirlo “blocco del blogger”, ed in rete è pieno di blog morti, ma anche di blog egregiamente risorti.

Non dico oggi, non dico domani, ma son sicuro che presto ricomincerò a bomba!

Asus eeePC 900, Linux, Windows e smanettamenti vari.

martedì, 28 ottobre 2008
asus eeepc 900 linux xp 1 Asus eeePC 900, Linux, Windows e smanettamenti vari.

eeePC 900 Black

E finalmente ho fatto il “grande passo”! Mi è piaciuta l’idea fin dai suoi albori, semplicemente mi andava di prenderlo e l’ho preso.

E’ cominciata una nuova era per questo blog: mi occuperò anche di postare le mie impressioni sul funzionamento di questo cazzerello informatico.

Subito dopo l’acquisto (al più presto pubblicherò le foto dell’unboxing) non ho neanche voluto vedere Xandrox, sistema operativo facente parte delle innumerevoli distro linux, studiato appositamente per l’eee (gli screenshot in giro per la rete mi facevano rabbrividire da mesi), ma sono entrato nel bios, ho impostato un lettore DVD esterno come prima periferica di boot e ci ho schiaffato una bella Ubuntu!

Tra le altre cose, mi ha reso felice il fatto che qualcuno aveva pensato a creare una distribuzione linux appositamente manipolata per riconoscere immediatamente l’hardware del marchingegno, come a mia volta feci io anni fa col FlyBook della Dialogue, solo che in quel caso eravamo in 3 a lavorarci e il progetto si fermò quando vendetti il costoso pirlino taiwanese, ma la distro viene tutt’ora scaricata a manetta e ricevo decine di email di ringraziamento da tutto il mondo.

Bando alle ciance, dicevo, mi ha rallegrato la scoperta dell’esistenza di eeeBuntu, ma dopo averla provata, ho voluto esagerare ed andare oltre: in pratica, “spaventato” da tutti gli allarmismi relativi al “numero chiuso” di scritture su disco mi sono detto:”perchè non installare i vari sistemi operativi su SD card e tenere l’HD solo per i documenti?”. In effetti è un concetto che richiama un po’ i primordi dell’era Personal Computer (mai sentito parlare di Floppy?): inserisco la scheda SD del sistema operativo che voglio utilizzare et voilà, con i due dischi interni formattati in FAT32, in modo da poter essere letti e scritti da chiunque ci provi.

Devo dire che la rete di blog e forum, specialmente italiana, ha un gran disordine dal punto di vista dei tutorial, in pratica si parla di eeePC in generale molto spesso, non specificando se si sta parlando di 701 o 900, piuttosto che di 901, quindi inevitabilmente si installa una decina di volte prima di capire quale procedimento seguire sul serio.

Io ho trovato QUESTA guida molto efficace, forse il primo che parla davero di 900 nello specifico, hardware completamente riconosciuto e kernel con tutti i moduli precompilati già inclusi, in pratica niente smanettamenti strani, compilazioni ecc, basta fare quei due passaggi.

Dal lato Windows ho preferito una XP ice, quella tamarra con tutte le sfumature neon, troppo bella! Leggera e veloce, almeno mi ritrovo con un buon supporto anche win e posso finalmente cancellarlo dal MacBook, che mi occupa solo spazio, per quelle due volte l’anno che son costretto ad usarlo!

Bene, per ora mi sembra di aver dato la notizia in maniera adeguatamente esplicativa, credo che post riguardanti il cazzerello ce ne saranno un bel po’ da ora in poi….dopo il software c’è l’hardware, e ti confesso che non vedo l’ora di metter mano a cacciavite e saldatore, proprio come ai vecchi tempi del modding che ha occupato uno spazio consistente nella mia vita geek … se vogliamo, col Mac funziona tutto perfettamente da subito ed è fantastico, ma chi è abituato ad avere un rapporto “fisico” con le proprie macchine un po’ ci soffre.

Ecco allora che ho trovato la soluzione: coi miei due Mac produco, col eeePC smane

Asus eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari…

sabato, 2 agosto 2008
asus eeepc 900 linux xp 1 Asus eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari...

eeePC

E finalmente ho fatto il “grande passo”! Mi è piaciuta l’idea fin dai suoi albori, semplicemente mi andava di prenderlo e l’ho preso.

E’ cominciata una nuova era per questo blog: mi occuperò anche di postare le mie impressioni sul funzionamento di questo cazzerello informatico.

Subito dopo l’acquisto (al più presto pubblicherò le foto dell’unboxing) non ho neanche voluto vedere Xandrox, sistema operativo facente parte delle innumerevoli distro linux, studiato appositamente per l’eee (gli screenshot in giro per la rete mi facevano rabbrividire da mesi), ma sono entrato nel bios, ho impostato un lettore DVD esterno come prima periferica di boot e ci ho schiaffato una bella Ubuntu!

Tra le altre cose, mi ha reso felice il fatto che qualcuno aveva pensato a creare una distribuzione linux appositamente manipolata per riconoscere immediatamente l’hardware del marchingegno, come a mia volta feci io anni fa col FlyBook della Dialogue, solo che in quel caso eravamo in 3 a lavorarci e il progetto si fermò quando vendetti il costoso pirlino taiwanese, ma la distro viene tutt’ora scaricata a manetta e ricevo decine di email di ringraziamento da tutto il mondo.

Bando alle ciance, dicevo, mi ha rallegrato la scoperta dell’esistenza di eeeBuntu, ma dopo averla provata, ho voluto esagerare ed andare oltre: in pratica, “spaventato” da tutti gli allarmismi relativi al “numero chiuso” di scritture su disco mi sono detto:”perchè non installare i vari sistemi operativi su SD card e tenere l’HD solo per i documenti?”. In effetti è un concetto che richiama un po’ i primordi dell’era Personal Computer (mai sentito parlare di Floppy?): inserisco la scheda SD del sistema operativo che voglio utilizzare et voilà, con i due dischi interni formattati in FAT32, in modo da poter essere letti e scritti da chiunque ci provi.

Devo dire che la rete di blog e forum, specialmente italiana, ha un gran disordine dal punto di vista dei tutorial, in pratica si parla di eeePC in generale molto spesso, non specificando se si sta parlando di 701 o 900, piuttosto che di 901, quindi inevitabilmente si installa una decina di volte prima di capire quale procedimento seguire sul serio.

Io ho trovato QUESTA guida molto efficace, forse il primo che parla davvero di 900 nello specifico, hardware completamente riconosciuto e kernel con tutti i moduli precompilati già inclusi, in pratica niente smanettamenti strani, compilazioni ecc, basta fare quei due passaggi.

Dal lato Windows ho preferito una XP ice, quella tamarra con tutte le sfumature neon, troppo bella! Leggera e veloce, almeno mi ritrovo con un buon supporto anche win e posso finalmente cancellarlo dal MacBook, che mi occupa solo spazio, per quelle due volte l’anno che son costretto ad usarlo!

Bene, per ora mi sembra di aver dato la notizia in maniera adeguatamente esplicativa, credo che post riguardanti il cazzerello ce ne saranno un bel po’ da ora in poi….dopo il software c’è l’hardware, e ti confesso che non vedo l’ora di metter mano a cacciavite e saldatore, proprio come ai vecchi tempi del modding che ha occupato uno spazio consistente nella mia vita geek … se vogliamo, col Mac funziona tutto perfettamente da subito ed è fantastico, ma chi è abituato ad avere un rapporto “fisico” con le proprie macchine un po’ ci soffre.

Ecco allora che ho trovato la soluzione: coi miei due Mac produco, col eeePC smanetto icon smile Asus eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari...

Cani e porci in possesso di iPhone 3g

domenica, 13 luglio 2008

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Ecco lo stereotipo del nuovo possessore dell’esclusivo iPhone 3G, è risaputo che in questo blog non intendo affrontare argomenti tecnici fritti, rifritti e reimpastati dalla macchina infernale della blogosfera italiana e mondiale, grazie all’immersione nella quale ho deciso di non comprare questo “coso cost….oso”, ma sono fatti miei ed è ben lungi da me l’intenzione di lanciare flames web2 o aprire sondaggi o cazzate di questo genere: ognuno è libero di sprecare i suoi soldi come meglio crede, dopotutto io lo faccio con altri hobby.

Quello che attira di più la mia attenzione in questo momento, però, è la ricerca dell’utente-tipo, l’identificazione di chi è che sbatterà i suoi callosi polpastrelli sul delicato display con la melina.

Attiro dunque la tua attenzione su QUESTO post di ModMyApple.it che mi ha fatto morire dal ridere, proprio perchè riporta a un thread di iphoneitalia.com che fa scompisciare dal ridere!

Non so in che città vivi, ma nelle grandi città si assiste sempre più spesso a scene che vedono protagonisti immigrati poverissimi in gara nello sfoggio dei più recenti apparecchi di comunicazione, a botte di MegaPixel e suonerie polifoniche, mp3 ecc …

Ecco, mi sa tanto che l’iPhone è destinato ad esser sfruttato solo ed esclusivamente come costoso telefono cellulare da una massa indistinta di “ignorantoni informatici” italiani e non …. ai posteri l’ardua demenza….

Firefox 3.0 ci ringrazia per il download da Guinness

giovedì, 19 giugno 2008

Insomma è Guinness: 8.290.908 downloads ed in Italia circa 285.000. Questo vuol dire che la maggior parte degli Italiani usa altri browser…..rabbrividisco!

Download Day 2008.pdf %281 pagina%29 20080619 095221 Firefox 3.0 ci ringrazia per il download da Guinness

Allora il nostro caro amico Firefox decide di ringraziarci consegnandoci un certificato personalizzato: andando in questa pagina è possibile compilare un form col proprio nome e ricevere il certificato in formato .pdf.

Ok, son d’accordo, una stronzata, ma perchè non farlo? Pino e Shijngo l’hanno fatto……e pure io…
62C000533B199F67AD1597358B070A27 Firefox 3.0 ci ringrazia per il download da Guinness

Trasferimento blog completato….”beta pubblica”

mercoledì, 18 giugno 2008
wordpress Trasferimento blog completato....beta pubblica Insomma, eccoci qui, il trasferimento è completato, anche se i problemi da risolvere sulla nuova piattaforma sono davvero tanti.
Come qualcuno di voi avrà notato (Pino e Shijngo), gli articoli del vecchio blog conservano il titolo soltanto, ma li ho editati uno ad uno inserendo in ognuno il link al relativo articolo qui su www.bigo72.com…..lo so cosa pensi, che sono un’idiota, ma non ho trovato lì per lì un metodo migliore per ovviare alla ormai avvenuta indicizzazione da parte dei motori di ricerca (anche se manco gli spiders di Google vogliono più venire qui dentro: pensa te, entri in questo androne enorme con l’eco….in un’angolo Pino e Shjingo che si inchiappettano, sai che spettacolo raccapricciante?)
Vabbeh, bando alle ciance, ora siamo qui, cerco di riprendere il lavoro di pubblicazione, ma nel frattempo anche di modificare al meglio l’aspetto grafico di questo blog che potremmo definire in versione “beta”, nonchè di migliorare la mia confidenza con WordPress….speremo (dicono in Veneto)