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Tap del touchpad configurabile su Ubuntu
E’ da tempo che una marea di utenti Ubuntu si chiedono come risolvere il bug relativo al famoso tap 2/3 dita invertito; a me personalmente non ha mai dato fastidio, ma son sicuro che a molti interesserebbe portarlo alla normalità.
Seguendo questo bug su bugzilla, ho approfittato della soluzione fornita da Yuri Khan con la sua patch per gnome-settings-daemon che consente di creare delle chiavi in gconf-editor che permettono di configurare a proprio piacimento i tap a due o tre dita.
Siccome patchare un sorgente non è da tutti e siccome volevo provare a farlo io per la prima volta, mi sono messo a disposizione della comunità come “leecher di gloria” ed ho ricompilato gnome-settings-daemon in un pacchetto .deb pronto per l’installazione e con tanto di patch inclusa!
Che dire? Sono un mito, lo so, non esageriamo, ma comunque il .deb è qui, pronto per il download e per tutte le dritte non posso che ringraziare il competentissimo lacunoso
Insomma, alla fine dei conti che merito ho? Boh, ho solo seguito delle istruzioni, ma spero di aver facilitato la vita di molti
Ora tutti compilano kernel, elmurato … fewt … e io chi sono? Kernel 2.6.30rc4 di bigo72 per Ubuntu Jaunty su EeePC 1000HE
Già con l’uscita di Intrepid nacque Array.org di Adam Mc Daniel, mitico condivisore di kernel compilati sul suo EeePC, davvero una manna dal cielo per chiunque non fosse capace di dare un paio di comandi da terminale o copincollare guide sparse per la rete.
Non che la cosa mi infastidisca, per carità, sono stato uno dei primi uTonti ad utilizzare i suoi kernel ed a giovare della sua esperienza e della passione e dell’entusiasmo che lo caratterizzavano.
Ora si passa a Jaunty Jackalope, la nuova 9.04 di Ubutnu, che è ben lungi dal riconoscere tutto l’HardWare come promesso spesso dal team di sviluppo, ecco allora che altri figuri emergono dai meandri dell’underground linaro; persone come fewt e elmurato, dei veri miti in grado di far parlare di sè in poche settimane, specialmente se si appura che quel che hanno realizzato funziona davvero.
Una buona soluzione iniziale l’ho trovata abbinando il kernel di elmurato agli script di fewt, ma poi ho cominciato a chiedermi quanto difficile sia compilare un kernel su misura, scoprendo che non è affatto difficilissimo, ma basta un po’ di pazienza e tanto Google!
Del mio avviso è anche il mitico confrey, che su eeepc4g.com ha pubblicato il suo kernel ottimizzato per EeePC, soprattutto per processori Atom, kernel che ho provveduto ad installare e provare, verificando che effettivamente la responsività dell’intero sistema ne trae grande giovamento.
A questo punto mi butto anch’io nella mischia: Kernel 2.6.30rc4 ottimizzato per interfaccia di rete dell’EeePC (una bomba sul mio 1000HE!) qui gi headers e qui l’image pronti per il download e per spedirmi in orbita tra le stelle dei compilatori folli (ok, va bene Pino, lo so che mi leggi solo tu, ma facciamo finta che ci siano una marea di download, ok?)
Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope
Da Intrepid in poi, molto è cambiato in Ubuntu, per chi la conosce e la usa da una vita, qualche esempio? xorg.conf praticamente non esiste più di default, /etc/modprobe.d/aliases idem con patate e una marea di altre cose che non sto a citare, ma si tratta di quelli che per anni sono stati i files classici da modificare a proprio piacimento, per personalizzare al meglio il sistema, secondo le proprie esigenze (spero non mi tolgano /boot/grub/menu.lst o /etc/apt/sources.list altrimenti passo a Windows sull’EeePC!)
Vengo al dunque: una delle personalizzazioni che mi riguardava personalmente immediatamente dopo una nuova installazione era la disabilitazione del tanto inutile quanto fottutamente onnipresente ipv6, che per quanto mi riguarda rallenta solo il boot e la navigazione, almeno per ora ed almeno fino a quando non entrerà in uso definitivo….non so, non sono molto informato e non mi importa nulla che lo riguardi, ma non ce lo voglio nella mia box, PUNTO!
Fino a Intrepid era possibile disabilitare il supporto ad ipv6 con pochi semplici passi, modificando /etc/modprobe.d/aliases ecc. (la rete è piena di “tutorial” in merito, non sto qui a dilungarmi su quel vecchio procedimento), ma adesso le cose son cambiate ed il supporto all’ipv6 è compilato all’interno del kernel e nemmeno come modulo! Quindi ci attacchiamo tutti! ….. A meno che …. non ci sporchiamo le mani con una compilazione del kernel “al volo”.
Calma, calma, lo so, anche io tremo quando si parla di ricompilare il kernel, ma questa cosa è più semplice di quanto sembri. In pratica ricompileremo il kernel con il supporto a ipv6 come modulo, in modo da abilitarlo e disabilitarlo quando e se ci pare, ovvero quando qualcuno si deciderà ad utilizzarlo.
Primo passo. Installare i pacchetti necessari:
$ sudo apt-get install kernel-package libncurses5-dev fakeroot bzip2 linux-source
Secondo passo. Scompattare l’immagine del kernel:
$ cd /usr/src
$ tar jxvf linux-source-*.tar.bz2
$ ln -sf /usr/src/linux-source-[versione del nostro kernel] /usr/src/linux
Terzo passo. Salvare una copia di backup dell’attuale file di configurazione:
$ cd linux
$ sudo cp /boot/config-$(uname -r) .
$ sudo mv config-$(uname -r) .config
Quarto passo. Compilare ipv6 come modulo:
$ sudo make menuconfig
Si aprirà il menu di configurazione del kernel. Prima di tutto selezioniamo “Networking support”, quindi “Networking options”. All’interno di “Networking options” cerchiamo la riga “IPv6 Protocol” e, una volta selezionata premiamo “M” oppure la barra di spazio fino a che non compare la lettera “M” tra i simboli di maggiore e minore, così: “<M>”. Salviamo la configurazione ed usciamo.
Quinto passo. Ricompilare il kernel:
$ sudo make-kpkg clean
$ sudo fakeroot make-kpkg –initrd -append-to-version=-noipv6 kernel_image kernel_headers
Questo è il momento di prendere un caffè….di solito in tutte le guide o pseudo tutorial in giro per la rete si parla di caffè….ma due ore e mezzo (Abbiamo voluto l’EeePC? Ecco le conseguenze!) mi sembrano davvero un casino di tempo per prendere un caffè, anche perchè non ho idea di cosa proporre dopo il caffè, provate a guardare il/la vostro/a partner con una luce speciale negli occhi, forse si trova la maniera per passare un paio d’ore. Se non avete un/a partner è il momento buono per uscire a cercarne uno/a.
Sesto passo. Installare il nuovo kernel:
$ cd /usr/src
$ sudo dpkg -i linux-headers-*.deb
$ sudo dpkg -i linux-image-*.deb
Settimo passo. Mettere in blacklist ipv6:
$ sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist
Alla fine del file aggiungiamo la seguente riga:
blacklist ipv6
Salviamo e usciamo.
Ottavo passo. Controlliamo che tutto sia OK
Riavviamo la macchina (giocattolo?) e connettiamoci ad internet normalmente, poi inseriamo nel terminale il seguente comando:
$ ip a | grep inet*
Se l’output non fa nessun riferimento a qualcosa tipo “inet6″, congratulazioni: stiamo usando ipv4!
NOTA: nel Quarto passo, invece che compilare ipv6 come modulo, si potrebbe decidere di eliminarlo definitivamente e senza pietà schiacciando ripetutamente “spazio” finchè ipv6 resta non selezionato. In questo caso si può saltare il Settimo passo perchè non sarà necessario mettere niente in blacklist, semplicemente avremo deciso di non compilarlo e basta.
Il mio pirlotto va che è una bellezza ora….sperando che il team di sviluppo non mi sforni un nuovo kernel proprio oggi, se no mi sparo!
EDIT del 27/04/2009: Non testato personalmente – In diretta dai commenti ecco il “metodo telperion“, per fare tutto in maniera più elegante
(grazie telperion!) – pare che funzioni solo con kernel Vanilla, però, aspetto feedback.
Ubuntu 9.04 beta “Jaunty Jackalope” su EeePC 900
Siamo agli sgoccioli, la nuova Ubuntazza sta per essere rilasciata in versione definitiva ed io continuavo a scalpitare. La pazienza non è mai stata una dote che mi ha contraddistinto, quindi, dopo la deludente installazione della Alpha4, con conseguente impazzimento generale del server grafico, mi sono dato all’installazione “pulita” da zero dell’appena rilasciata beta.
Incredibile ma vero: FUNZIONA!
Per “funziona” intendo che funziona sul serio, da subito, immediatamente, o OutOfTheBox che dir si voglia, per usare un ackerismo anglosassone.
Come al solito la pressione del FnF2 non disattiva il WiFi, ma almeno la scheda WiFi è riconosciuta e funziona da subito, anche in live! Mi toccherà fare i soliti “magheggi” per utilizzare quel tasto funzione in particolare, visto che i controlli volume funzionano con OSD e gli altri praticamente non mi sono mai serviti, ma chi se ne frega? Per quanto mi riguarda è perfetto così!
Per non parlare del boot in 21,4 secondi netti! Un traguardo mai raggiunto, nemmeno con il lean kernel di Adam McDaniel e nemmeno dopo la disattivazione di una marea di servizi; mi chiedo cosa succederà quando la metterò a dieta sul serio (Cit.Pollycoke)
Ho formattato i dischi col nuovo FileSystem EXT4, in barba agli allarmismi in giro per la rete: mi pare che problemi non ne dia, poi non so, può darsi che esploda improvvisamente, boh!
Insomma, per ora, con installazione freschissima, posso dirmi più che soddisfatto, ora passo alle solite personalizzazioni e vediamo che succede, ma non potrà che andare sempre meglio!
eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari…
E finalmente ho fatto il “grande passo”! Mi è piaciuta l’idea fin dai suoi albori, semplicemente mi andava di prenderlo e l’ho preso.
E’ cominciata una nuova era per questo blog: mi occuperò anche di postare le mie impressioni sul funzionamento di questo cazzerello informatico.
Subito dopo l’acquisto (al più presto pubblicherò le foto dell’unboxing) non ho neanche voluto vedere Xandrox, sistema operativo facente parte delle innumerevoli distro linux, studiato appositamente per l’eee (gli screenshot in giro per la rete mi facevano rabbrividire da mesi), ma sono entrato nel bios, ho impostato un lettore DVD esterno come prima periferica di boot e ci ho schiaffato una bella Ubuntu!
Tra le altre cose, mi ha reso felice il fatto che qualcuno aveva pensato a creare una distribuzione linux appositamente manipolata per riconoscere immediatamente l’hardware del marchingegno, come a mia volta feci io anni fa col FlyBook della Dialogue, solo che in quel caso eravamo in 3 a lavorarci e il progetto si fermò quando vendetti il costoso pirlino taiwanese, ma la distro viene tutt’ora scaricata a manetta e ricevo decine di email di ringraziamento da tutto il mondo.
Bando alle ciance, dicevo, mi ha rallegrato la scoperta dell’esistenza di eeeBuntu, ma dopo averla provata, ho voluto esagerare ed andare oltre: in pratica, “spaventato” da tutti gli allarmismi relativi al “numero chiuso” di scritture su disco mi sono detto:”perchè non installare i vari sistemi operativi su SD card e tenere l’HD solo per i documenti?”. In effetti è un concetto che richiama un po’ i primordi dell’era Personal Computer (mai sentito parlare di Floppy?): inserisco la scheda SD del sistema operativo che voglio utilizzare et voilà, con i due dischi interni formattati in FAT32, in modo da poter essere letti e scritti da chiunque ci provi.
Devo dire che la rete di blog e forum, specialmente italiana, ha un gran disordine dal punto di vista dei tutorial, in pratica si parla di eeePC in generale molto spesso, non specificando se si sta parlando di 701 o 900, piuttosto che di 901, quindi inevitabilmente si installa una decina di volte prima di capire quale procedimento seguire sul serio.
Io ho trovato QUESTA guida molto efficace, forse il primo che parla davero di 900 nello specifico, hardware completamente riconosciuto e kernel con tutti i moduli precompilati già inclusi, in pratica niente smanettamenti strani, compilazioni ecc, basta fare quei due passaggi.
Dal lato Windows ho preferito una XP ice, quella tamarra con tutte le sfumature neon, troppo bella! Leggera e veloce, almeno mi ritrovo con un buon supporto anche win e posso finalmente cancellarlo dal MacBook, che mi occupa solo spazio, per quelle due volte l’anno che son costretto ad usarlo!
Bene, per ora mi sembra di aver dato la notizia in maniera adeguatamente esplicativa, credo che post riguardanti il cazzerello ce ne saranno un bel po’ da ora in poi….dopo il software c’è l’hardware, e ti confesso che non vedo l’ora di metter mano a cacciavite e saldatore, proprio come ai vecchi tempi del modding che ha occupato uno spazio consistente nella mia vita geek … se vogliamo, col Mac funziona tutto perfettamente da subito ed è fantastico, ma chi è abituato ad avere un rapporto “fisico” con le proprie macchine un po’ ci soffre.
Ecco allora che ho trovato la soluzione: coi miei due Mac produco, col eeePC smanetto
Asus eeePC: Nuovo acquisto e smanettamenti vari…

eeePC
E finalmente ho fatto il “grande passo”! Mi è piaciuta l’idea fin dai suoi albori, semplicemente mi andava di prenderlo e l’ho preso.
E’ cominciata una nuova era per questo blog: mi occuperò anche di postare le mie impressioni sul funzionamento di questo cazzerello informatico.
Subito dopo l’acquisto (al più presto pubblicherò le foto dell’unboxing) non ho neanche voluto vedere Xandrox, sistema operativo facente parte delle innumerevoli distro linux, studiato appositamente per l’eee (gli screenshot in giro per la rete mi facevano rabbrividire da mesi), ma sono entrato nel bios, ho impostato un lettore DVD esterno come prima periferica di boot e ci ho schiaffato una bella Ubuntu!
Tra le altre cose, mi ha reso felice il fatto che qualcuno aveva pensato a creare una distribuzione linux appositamente manipolata per riconoscere immediatamente l’hardware del marchingegno, come a mia volta feci io anni fa col FlyBook della Dialogue, solo che in quel caso eravamo in 3 a lavorarci e il progetto si fermò quando vendetti il costoso pirlino taiwanese, ma la distro viene tutt’ora scaricata a manetta e ricevo decine di email di ringraziamento da tutto il mondo.
Bando alle ciance, dicevo, mi ha rallegrato la scoperta dell’esistenza di eeeBuntu, ma dopo averla provata, ho voluto esagerare ed andare oltre: in pratica, “spaventato” da tutti gli allarmismi relativi al “numero chiuso” di scritture su disco mi sono detto:”perchè non installare i vari sistemi operativi su SD card e tenere l’HD solo per i documenti?”. In effetti è un concetto che richiama un po’ i primordi dell’era Personal Computer (mai sentito parlare di Floppy?): inserisco la scheda SD del sistema operativo che voglio utilizzare et voilà, con i due dischi interni formattati in FAT32, in modo da poter essere letti e scritti da chiunque ci provi.
Devo dire che la rete di blog e forum, specialmente italiana, ha un gran disordine dal punto di vista dei tutorial, in pratica si parla di eeePC in generale molto spesso, non specificando se si sta parlando di 701 o 900, piuttosto che di 901, quindi inevitabilmente si installa una decina di volte prima di capire quale procedimento seguire sul serio.
Io ho trovato QUESTA guida molto efficace, forse il primo che parla davvero di 900 nello specifico, hardware completamente riconosciuto e kernel con tutti i moduli precompilati già inclusi, in pratica niente smanettamenti strani, compilazioni ecc, basta fare quei due passaggi.
Dal lato Windows ho preferito una XP ice, quella tamarra con tutte le sfumature neon, troppo bella! Leggera e veloce, almeno mi ritrovo con un buon supporto anche win e posso finalmente cancellarlo dal MacBook, che mi occupa solo spazio, per quelle due volte l’anno che son costretto ad usarlo!
Bene, per ora mi sembra di aver dato la notizia in maniera adeguatamente esplicativa, credo che post riguardanti il cazzerello ce ne saranno un bel po’ da ora in poi….dopo il software c’è l’hardware, e ti confesso che non vedo l’ora di metter mano a cacciavite e saldatore, proprio come ai vecchi tempi del modding che ha occupato uno spazio consistente nella mia vita geek … se vogliamo, col Mac funziona tutto perfettamente da subito ed è fantastico, ma chi è abituato ad avere un rapporto “fisico” con le proprie macchine un po’ ci soffre.
Ecco allora che ho trovato la soluzione: coi miei due Mac produco, col eeePC smanetto
Gimp su Leopard senza X11
Appena ho letto il post su ZeroNave.it faticavo a crederci: finalmente Gimp gira su mac senza l’ambiente X11, quindi in maniera nativa!
Questa notizia ha provocato in me una sensazione che non ho esitato a descrivere allo stesso autore: immagina caro Pino di ritrovarti nel letto a gambe aperte la donna che corteggi dai tempi del liceo e non te l’ha mai data, anzi, andava con un mare di ragazzi più brutti e più stupidi di te! Ma ora è lì, pronta per …. beh, ora lo so che ti fa un po’ schifo, cazzarola, se la so’ fatta tutti, ma per Gimp non è così:
sono impazzito per quasi un anno cercando di mettere in pratica i passaggi tortuosi suggeriti da imedio per portare le GTK su mac, al semplice scopo di poterci compilare Gimp.
Uso Gimp per le mie cazzatelle grafiche da una vita, su winz e linux e PhotoShop mi risulta un tantino ostico, troppo elaborato e non so mai dove trovare neanche le funzioni più elementari, figuriamoci se devo fare qualcosa di un tantino più impegnativo. Sia chiaro, non dico affatto che PhotoShop fa schifo e Gimp è migliore, lungi da me il giudizio in un campo che mi ha visto molto poco protagonista; dico solo che la grafica che ho prodotto fino ad ora è venuta da Gimp, e son tanti anni, credimi, come posso mettermi a studiare la maniera per fare le stesse cose nel doppio del tempo con Photoshop?
Insomma eccolo qui, in tutto il suo splendore, pronto per il download e soprattutto senza quell’odioso e inutile menu X11!
Eccomi
Le alternative sono molteplici, a partire da Linux, solitamente il primo passo verso un qualcosa di nuovo che consenta di utilizzare lo stesso hardware.
Per quanto mi riguarda, sono un utente linux da quasi un anno e circa un mese fa mi trovavo a dover effettuare una scelta non proprio di immediata soluzione: dovevo cambiare il mio laptop!
I vari “gironzolamenti” per centri commerciali e giri di link su siti internet, mi avevano confuso più che orientato, ma di una cosa ero certo: il mondo Mac mi incuriosiva!
Una occasione imperdibile mi ha convinto un pomeriggio in cui non avevo neanche intenzione di effettuare l’acquisto (a me capita sempre così: cerco per mesi e poi agisco quando meno me l’aspetto, d’impulso).
Ed eccomi alle prese col mio nuovo MacBook nero con processore Intel.
Reduce dal mondo linux in generale e utente Ubuntu in particolare, ecco che mi ritrovo a cercare aiuto per i primi approcci col nuovo sistema operativo, ma ecco la prima sorpresa: il mondo Mac è stracolmo di “fighetti” esaltati, per lo più ignoranti in materia, capaci di rispondere ad ogni domanda apparentemente scontata con frasi del tipo “non ti serve saperlo” “quelle cose strane si fanno solo su windows” “viva Mac!” “a me funziona”.
Insomma, abituato ad un supporto disinteressato, dettato dallo spirito comunitario, mi son ritrovato a combattere contro l’ottusità di un mondo fatto di servizi a pagamento, comunità italiana ristretta a pochi utenti attivi, forum poco competenti ….. insomma, una delusione!
Tuttavia non mi sono dato per vinto ed ho cominciato a cercare notizie in inglese, scoprendo che una comunità underground esiste e funziona, ma non esiste una vera e propria comunità italiana in grado di far fronte alle richieste del sempre maggiore pubblico.
Spero, con questo blog, di riuscire a fornire un valido aiuto a chiunque sia al primo approccio con questo nuovo mondo: intendo infatti raccogliere qui tutte le mie esperienze man mano che nuove scoperte mi apriranno nuove porte.
A me servirà sicuramente come “diario di viaggio”, spero serva a qualcun’altro come “vademecum”.


