Anche questa per la serie “lo sapevate tutti ed io no”, una notizia flash (aggettivo mai più azzeccato!).
Se per caso come me qualcuno si chiedesse se è il caso di aggiornare il proprio plugin Adobe Flash, o semplicemente che versione c’è installata nel suo sistema, ecco il link del sito Adobe che ci mostra la versione a caratteri cubitali (non proprio cubitali, anzi, piuttosto piccoli, ma mi è sempre piaciuto dire “cubitale”).
Massacratemi nei commenti con cose del tipo “ma lo sanno pure i bambini!” oppure “ma se si aggiorna da solo!” … lo so! L’ho scritto solo per Pino, va bene?!
Tuttavia, se qualcuno fosse a conoscenza di un sistema più sbrigativo e sicuro, si faccia pure avanti.
Adium è uno di quei programozzi per MAC che non mi è mai dispiaciuto, comparabile al famoso Pidgin per Linux, ma purtroppo senza supporto per la rete IRC, almeno fino ad ora! Lo sviluppo procede comunque senza sosta e il compilare l’ultima versione dai repository SVN mi ha fatto davvero godere: IRC finalmente considerato!
Potete scaricare l’Adium da provare da questo link, è hostato su QuickShareIt, quindi forse verrà cancellato a giorni, non so come funziona quel servizio in dettaglio, ma prego chiunque non trovi il link attivo di segnalarmelo.
Buon IRC a tutti, col nuovo Adium, ma badate bene che non è neanche una beta, quindi i bug si sprecano, magari conviene memorizzarlo in una directory separata da Applicazioni in modo che non vada a sovrascrivere la versione stabile sul vostro sistema.
Insomma, tutti sapete oramai quanto mi sta sulle balle Safari, non so perchè, ma è così, non so darne una spiegazione valida e tecnica, ma lo uso pochissimo, di solito solo per fare degli esperimenti sul blog, per testare gli effetti di un accesso senza login automatico, cosa che grazie ai cookies ed al salvataggio delle password ho impostato su FireFox, quindi per evitare di accedere automaticamente e poi effettuare il log-out e poi di nuovo il log-in, uso due browser e chi s’è visto s’è visto. Tuttavia l’ultima beta di Safari non mi dispiace, quantomeno dal punto di vista estetico, il discorso delle schede in alto, forse, non so, non è male. Un’unica “pecca” ha avuto fino ad ora, il fatto che era localizzato solo ed esclusivamente in inglese. Invece oggi ti apprendo, sempre per ultimo (e figurati, quando mai potrei smentirmi?!), che una localizzazione in italiano esiste ed è scaricabile da QUI
Sempre mitica fonte
Sono anni, ma dico anni, che una delle vocine che affollano la mia testa mi dice di impostare un server a casa. E sono anni, ma dico anni, che rispedisco quella vocina nei meandri più remoti della scatola cranica, tanto che dopo secoli di opportunità avute quando su tutte le mie macchine girava linux (tutti continuano a dire che linux è la miglior piattaforma su cui far girare un server), mi son deciso a realizzare qualcosa di vagamente somigliante ad un server proprio quando le mie macchine son tutte Apple, eccetto che per l’EEEpirlotto che di fare il server non ne vuol sapere (eppure gliel’ho chiesto gentilmente!).
Insomma, grazie agli spippolamenti che si sono resi necessari per la realizzazione di questo blog, specialmente in seguito ai recenti spostamenti “forzati” dalla morte di HelloWeb, mi son reso conto di aver approfondito le mie conoscenze tecniche riguardanti il lato prettamente SQL e PHP di un sito come questo.
Un attimo, non sono mai stato e credo che non sarò mai un programmatore, direi che “smanettone” sia il termine che sempre meglio di qualunque altro descriverà perfettamente la mia identità informatica: quella di colui che CopIncolla pezzi di WEB in altrettanti pezzi di codice locale, il più delle volte incrociando le dita (quanto è difficile usare il mouse e la tastiera!) e non avendo la benchè minima idea di quel che sta facendo.
OK, ottima premessa, proseguiamo!
Leopard ha già implementato al suo interno un server Apache dormiente ed un sacco di altre cosine che semplicemente andrebbero risvegliate, basterebbe installare MySQL per avere un server funzionante, ma il terminale sarebbe quasi l’unica risorsa, sia per l’installazione che per l’impostazione (ORROREEEE!!!).
Per non sputtanare completamente un sistema già di suo abbastanza compromesso dagli smanettamenti di anni, ho deciso per l’uso di MAMP Pro, un ambiente di sviluppo a sè stante, munito di una comoda interfaccia grafica per l’avvio dei vari servizi, che crea un server separato da tutto ciò che è il sistema.
Davvero in 2 click ero on-line e pronto per installare WordPress sulla mia macchina, ponendo i files html o php nella directory /Applications/MAMP/htdocs, che diventa la localhost. Si può avere la prova della presenza on-line accedendo al proprio indirizzo IP con un browser; io, per avere la certezza matematica che nulla che fosse presente nella mia rete domestica interferisse con questo, ho effettuato l’accesso con l’eeePC, connesso in HSDPA mediante la mitica Huawei E169.
Una veloce ricerca su Google ci farà notare quanto la blogosfera sia ottusa: i vari “copincollaggi” da un blog all’altro mettono gente idiota nelle condizioni di parlare di software che non ha mai usato e di cui ha letto qualcosina; infatti tutti ci presentano questo software come una piattaforma destinata ad un uso esclusivamente locale, per provare ad installare un nuovo plugin su WordPress per rodarlo, prima di installarlo sul proprio blog, per esempio, oppure per provare uno script PHP di dubbia provenienza.
NULLA DI PIU’ LONTANO DALLA REALTA’! Il server di cui parliamo è un server completo in tutto e per tutto e ci permette di avere un sito in locale, del quale si possono aprire le porte per la visione da parte del mondo del fottuto WorldWideWeb!
Ma in che maniera un amministratore “casalingo” può ottenere di avere un sito web nel computer di casa, che sia visibile dall’esterno, a meno di non comunicare a tutto il mondo il suo indirizzo IP ogni volta che riavvìa il router? Infatti la maggior parte di noi ha una connessione con indirizzo IP dinamico; nulla di più semplice che l’utilizzo del servizio gratuito di DynDNS, sito che si occupa di abbinare un nome a dominio, scelto tra quelli disponibili sul sito stesso, al proprio indirizzo IP, costantemente aggiornato con svariati sistemi, come per esempio un comodo updater installato sulla macchina che avvìa un demone che comunica a DynDNS il proprio indirizzo IP ad intervalli di tempo decisi dall’utente. Nel mio caso ho la fortuna di avere un router che gestisce gli account DynDNS, quindi è lo stesso router che comunica al sito il mio IP, ogni volta che si riavvìa, senza demoni in giro per la mia RAM e la mia rete domestica.
L’indirizzo relativo al mio blog “locale”, per esempio, è http://bigo72.is-a-geek.com e, per quanto pittoresco, non è che sia decisamente ….. “professionale”, ma purtroppo DynDNS mette a disposizione solo un elenco abbastanza … come dire….”dissacrante”?
OK, a questo punto sono online, ma quel nome a dominio proprio non mi piace! Ecco che interviene il concetto di CNAME all’interno del pannello configurazione di un nome a dominio: in pratica basta l’acquisto di un dominio ed il forward del traffico dati di un altro dominio attraverso di lui, mediante la creazione di un record CNAME che punti al dominio DynDNS e il gioco è fatto: è per questo che con grande orgoglio voglio annunciare la nascita di http://www.bigo72.com
Per l’acquisto del nome a dominio consiglio NameCheap.com, di facile gestione e con prezzi davvero vantaggiosi.
Per ora è tutto, visto che per il momento sono ancora in “rodaggio” cerco di tenermi buono e caro questo spazio, con questo indirizzo, prima di trasferirmi completamente: quel blog rimarrà una brutta copia di questo per il momento, fino a quando non sarò sicuro di poterlo gestire in piena consapevolezza di ciò che faccio (quello che ho ottenuto fino ad ora è un “coso” che funziona, ma non so esattamente come ci sono riuscito!).
Certamente lo stile del presente articolo è ben lungi dall’assomigliare ad una “guida” o “tutorial” su come impostare un server in casa propria, ma credo fornisca abbastanza spunti per orientarsi nelle scelte da effettuare qualora si volesse intraprendere questa strada…..il resto è su Google
Ricordi il PC pieno zeppo di “inutility” software? Mi sono appena accorto che il mio MacBook è pieno zeppo di stronzate, scoperte grazie a GoogleReader, usate una volta per curiosità e poi mollate lì nel dimenticatoio della cartella Applicazioni.
Mesi fa avevo installato LogicielMac Update un donationware molto utile perchè tiene traccia di tutti i programmi e ne segnala versioni aggiornate.
Siccome ho impostato il programmozzo per partire al login, e siccome i miei uptime sono enormi, e siccome l’ultima volta lo avevo Mela-Q…ato, a distanza di un mesetto ho riavviato il laptop e mi sono ritrovato ovviamente il baloon di LogicielMac Update in pieno schermo, pronto a segnalarmi un mare di applicazioni aggiornate, molte delle quali non ricordavo nemmeno di aver installato e soprattutto non ricordavo a cosa servissero!
Consapevole del fatto che quelle “acquistate” sul SerialSeekerStore avrebbero avuto bisogno di un “ritocchino”, senza badare molto a cosa facevo gli ho detto di scaricare tutti gli aggiornamenti che trovava.
La mia attenzione è stata richiamata da 1Password ….. ma che faceva? A che cazzo serviva? Boh! E chi si ricorda?
Ed ecco che ricomincia la litanìa delle ricerche, giochi di SerialSeeker, forum rumeni, filippini ecc…. 1Password … 1oraPersa… e sempre lì in bella mostra lo splashscreen con in grande “Purchase Now!”
Mi son fatto talmente prendere dalla cosa che sono andato anche a vedere quanto costava….decisamente troppo per i miei gusti!
Ho approfittato del fatto che ero sul sito per rileggermi le specifiche del programma, in modo da capire che fa esattamente: memorizza tutte le informazioni che inseriamo nei form online, usernames, passwords, numeri di carta di credito, codici segreti ecc… e li riutilizza permettendo l’accesso rapido la volta successiva, o comunque una compilazione più veloce …. solo su Safari …. MA IO USO FIREFOX!!!!! E con FireFox uso la mitica Sxipper, add-on ovviamente gratuita che fa il suo porco lavoro!
Mi sono ricordato di un’applicazione che non uso moltissimo e che credo comincerò a rivalutare nei prossimi giorni: AppZapper!
Fanculo 1PassWord!!!
Ricordi il PC pieno zeppo di “inutility” software? Mi sono appena accorto che il mio MacBook è pieno zeppo di stronzate, scoperte grazie a GoogleReader, usate una volta per curiosità e poi mollate lì nel dimenticatoio della cartella Applicazioni.
Mesi fa avevo installato LogicielMac Update un donationware molto utile perchè tiene traccia di tutti i programmi e ne segnala versioni aggiornate.
Siccome ho impostato il programmozzo per partire al login, e siccome i miei uptime sono enormi, e siccome l’ultima volta lo avevo Mela-Q…ato, a distanza di un mesetto ho riavviato il laptop e mi sono ritrovato ovviamente il baloon di LogicielMac Update in pieno schermo, pronto a segnalarmi un mare di applicazioni aggiornate, molte delle quali non ricordavo nemmeno di aver installato e soprattutto non ricordavo a cosa servissero!
Consapevole del fatto che quelle “acquistate” sul SerialSeekerStore avrebbero avuto bisogno di un “ritocchino”, senza badare molto a cosa facevo gli ho detto di scaricare tutti gli aggiornamenti che trovava.
La mia attenzione è stata richiamata da 1Password ….. ma che faceva? A che cazzo serviva? Boh! E chi si ricorda?
Ed ecco che ricomincia la litanìa delle ricerche, giochi di SerialSeeker, forum rumeni, filippini ecc…. 1Password … 1oraPersa… e sempre lì in bella mostra lo splashscreen con in grande “Purchase Now!”
Mi son fatto talmente prendere dalla cosa che sono andato anche a vedere quanto costava….decisamente troppo per i miei gusti!
Ho approfittato del fatto che ero sul sito per rileggermi le specifiche del programma, in modo da capire che fa esattamente: memorizza tutte le informazioni che inseriamo nei form online, usernames, passwords, numeri di carta di credito, codici segreti ecc… e li riutilizza permettendo l’accesso rapido la volta successiva, o comunque una compilazione più veloce …. solo su Safari …. MA IO USO FIREFOX!!!!! E con FireFox uso la mitica Sxipper, add-on ovviamente gratuita che fa il suo porco lavoro!
Mi sono ricordato di un’applicazione che non uso moltissimo e che credo comincerò a rivalutare nei prossimi giorni: AppZapper!
Fanculo 1PassWord!!!
Eccoci con un nuovo appuntamento con un’aggiornamento di Micro$oft Office, la fantastica suite per MacOSX del famigerato quanto discusso prodotto del mitico ZioBill.
Che Office sia la cosa meglio riuscita di tutto il pacchetto di spazzatura MicroZoZ non c’è dubbio; c’è solo da capire perchè si accanisce contro tutti noi poveri MacUser, costringendoci a fare le peripezie per riattivarlo ogni volta che aggiorniamo.
Come avevo descritto QUI il sistema per riattivarlo è molto semplice, ancje se è una rottura.
A parte il fatto che una vera iniezione di megaBBait invade il nostro già provato Mac, poi ci dobbiamo pure sentir dire che siamo dei ladri perchè quella è una cosa che succede quando il numero di serie non è un autentico numero di serie, i forum si attaccano a sta cosa e non mollano, non considerando che nessuno che lo abbia comprato ha mai dichiarato apertamente che ha aggiornato impunemente….. e comunque questo forse accade perchè nessuno l’ha comprato…..potrebbe anche essere, no?
Lo scopo di questo articolo è la semplice informazione, lungi dalle intenzioni del qui presente giornalista dei miei stivali, il voler istigare a delinquere ….. bla, bla, bla …. e comunque il sistema da utilizzare è lo stesso del post che ho linkato.
OK, stop, Pino e Shijngo lo hanno già fatto, tu che aspetti?
Insomma è Guinness: 8.290.908 downloads ed in Italia circa 285.000. Questo vuol dire che la maggior parte degli Italiani usa altri browser…..rabbrividisco!

Allora il nostro caro amico Firefox decide di ringraziarci consegnandoci un certificato personalizzato: andando in questa pagina è possibile compilare un form col proprio nome e ricevere il certificato in formato .pdf.
Ok, son d’accordo, una stronzata, ma perchè non farlo? Pino e Shijngo l’hanno fatto……e pure io…

MacOSX sta alle mele come Microsoft sta alle pere!
Migliorata compatibilità bla bla, BugFix bla bla, download versione italiana diretto QUI e bla bla!
Fatto sta che non so se sia valsa la pena di occupare più di 600 mega su un già incasinatissimo MacBook.
E la cosa ancor più spassosa è che non funziona da subito, essendo bugato di brutto
In pratica non è possibile più far partire nessuno dei prodotti Office 2008 dopo l’aggiornamento, perchè parte una finestra relativa all’aggiornamento, non trova aggiornamenti e stop, si ferma tutto.
Davvero in piena “filosofia” MicroZoz, ma la soluzione c’è, ed è fornita da MaxGallina: in pratica cancellando due files e reinserendo il numero di serie è possibile sbloccare la situazione.
Allora si procede così:
/Applications/Microsoft Office 2008/Office/OfficePID.plist2) si cancella
~/Library/Preferences/Microsoft/Office 2008/Microsoft Office 2008 Settings.plist3) si avvia uno qualsiasi dei programmi Office e si inserisce nuovamente il numero di serie
4) si sospira di sollievo
5) si torna ad usare la suite iWork
Tremendo davvero, un update volto a correggere dei bug che ha un bug
e come al solito la comunity degli utenti rattoppa le carenze e gli errori di fondo commessi dalla casa software famosa per le schermate blu.
Oggi ho scoperto Monolingual, un software tanto semplice quanto utile: in pratica non fa altro che eliminare i files di localizzazione in lingue che non siano l’italiano dai software installati nel sistema.Sappiamo un po’ tutti quanto sia importante in generale reinstallare MacOS subito dopo l’acquisto di una nuova macchina, principalmente per eliminare i database relativi ai linguaggi non utilizzati.
Quello che personalmente non avevo mai notato è che la maggior parte dei software di terze parti è localizzata a sua volta in decine di linguaggi, più è costosa e meglio sviluppata e famosa, e più linguaggi di localizzazione contiene!
Ebbenesì, sul mio MacBook ho recuperato 2.5Gb…che direi che non sono bruscolini!
Ho conservato Italiano e Inglese.
L’applicazione contiene una blacklist che esclude tutte quelle applicazioni che necessitano di più linguaggi per funzionare, onde evitare di danneggiarle o modificarne il comportamento.
La cosa bella è che elimina contemporaneamente anche tutto ciò che riguarda le architetture diverse dalla nostra, quindi su un mac intel elimina i ppc, g4, g5 ecc, recuperando un casino di spazio altrimenti utilizzato inutilmente.
Per inciso, dal solo database stampanti mi ha tolto quasi un giga di lingue strane!
Consigliatissimo!




