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Torna Felipe. Sì, il PollyCoke di sempre!

mercoledì, 20 gennaio 2010

pollycoke logo Torna Felipe. Sì, il PollyCoke di sempre!Come la maggior parte degli appassionati iscritti al feed di PollyCoke, avevo appreso con disappunto, quasi con sconforto, la notizia proprio da lui comunicata di aver intenzione di abbandonare il campo, smettendo di blogare e successivamente decidendo di vendere il dominio del clickatissimo PollyCoke.net.

Felipe è una persona che ho sempre ammirato per cultura e posizioni prese, spesso in disaccordo con la maggior parte dei cosiddetti MegaPresidenti di Ubuntu-it, ma sempre all’altezza di una discussione educata che in più di un’occasione ce l’ha fatto vedere vincitore quantomeno morale su dispute “da peppie” tirate fuori dai suddetti.

La maggior parte di quello che so di linux in generale e di ubuntu in particolare la devo a lui, non mi vergogno a dirlo, anzi, mi vergognerei a dire che il forum o la chat di ubuntu-it fossero responsabili uniche della mia “sapienza informatica”!

Un blog, il suo, ricco di spunti, guide ubuntu e sopratutto di decisioni drastiche che spesso mi hanno visto silente seguace, anche se KDE non lo installerò mai!!! icon biggrin Torna Felipe. Sì, il PollyCoke di sempre!

Un blog scritto in Italiano! Nell’epoca della morte della grammatica, di H presente dove non serve e drammaticamente assente dove necessiterebbe, di verbi coniugati “a cazzo” da fantomatici loschi figuri che osano definirsi “giornalisti informatici”!

Il dissacrante ed ironico Felipe non si è mai definito in nessun modo, perchè non esiste una vera definizione che gli stia a pennello, anche se è stato definito in tante poco eleganti maniere da invidiosi rappresentanti del mondo della defecal-color-desktop-theme distro più utilizzata.

Insomma, quando ha comunicato di voler smettere di seguire il blog mi son sentito deluso, perchè dovrei mentire? Veniva a mancarmi l’obelisco nel centro della piazza! Poi la comunicazione della vendita del dominio .net ed ecco che mi son detto “ok, Felipe è andato!”, ma invece risorge, riacquista PollyCoke.org ed eccolo pronto a ricominciare, perchè, parliamoci chiaro, anche lui non può vivere senza il popolo della rete come pubblico, ad acclamarlo, a ringraziarlo, a maledirlo, a mandarcelo, ad affrontare con lui i flame più gettonati, perchè Felipe avrà anche la sua “fottutissima vita privata” (cit.), ma per almeno metà del suo essere, Felipe E’ PollyCoke!

Bentornato tra i vivi!!! icon biggrin Torna Felipe. Sì, il PollyCoke di sempre!

Tap del touchpad configurabile su Ubuntu

giovedì, 14 gennaio 2010

TouchPad 300x187 Tap del touchpad configurabile su Ubuntu

E’ da tempo che una marea di utenti Ubuntu si chiedono come risolvere il bug relativo al famoso tap 2/3 dita invertito; a me personalmente non ha mai dato fastidio, ma son sicuro che a molti interesserebbe portarlo alla normalità.

Seguendo questo bug su bugzilla, ho approfittato della soluzione fornita da Yuri Khan con la sua patch per gnome-settings-daemon che consente di creare delle chiavi in gconf-editor che permettono di configurare a proprio piacimento i tap a due o tre dita.

Siccome patchare un sorgente non è da tutti e siccome volevo provare a farlo io per la prima volta, mi sono messo a disposizione della comunità come “leecher di gloria” ed ho ricompilato gnome-settings-daemon in un pacchetto .deb pronto per l’installazione e con tanto di patch inclusa!

Che dire? Sono un mito, lo so, non esageriamo, ma comunque il .deb è qui, pronto per il download e per tutte le dritte non posso che ringraziare il competentissimo lacunoso

Insomma, alla fine dei conti che merito ho? Boh, ho solo seguito delle istruzioni, ma spero di aver facilitato la vita di molti icon wink Tap del touchpad configurabile su Ubuntu

Download DEB Package

Ora tutti compilano kernel, elmurato … fewt … e io chi sono? Kernel 2.6.30rc4 di bigo72 per Ubuntu Jaunty su EeePC 1000HE

sabato, 2 maggio 2009

linux kernel map Ora tutti compilano kernel, elmurato ... fewt ... e io chi sono? Kernel 2.6.30rc4 di bigo72 per Ubuntu Jaunty su EeePC 1000HE Già con l’uscita di Intrepid nacque Array.org di Adam Mc Daniel, mitico condivisore di kernel compilati sul suo EeePC, davvero una manna dal cielo per chiunque non fosse capace di dare un paio di comandi da terminale o copincollare guide sparse per la rete.

Non che la cosa mi infastidisca, per carità, sono stato uno dei primi uTonti ad utilizzare i suoi kernel ed a giovare della sua esperienza e della passione e dell’entusiasmo che lo caratterizzavano.

Ora si passa a Jaunty Jackalope, la nuova 9.04 di Ubutnu, che è ben lungi dal riconoscere tutto l’HardWare come promesso spesso dal team di sviluppo, ecco allora che altri figuri emergono dai meandri dell’underground linaro; persone come fewt e elmurato, dei veri miti in grado di far parlare di sè in poche settimane, specialmente se si appura che quel che hanno realizzato funziona davvero.

Una buona soluzione iniziale l’ho trovata abbinando il kernel di elmurato agli script di fewt, ma poi ho cominciato a chiedermi quanto difficile sia compilare un kernel su misura, scoprendo che non è affatto difficilissimo, ma basta un po’ di pazienza e tanto Google!

Del mio avviso è anche il mitico confrey, che su eeepc4g.com ha pubblicato il suo kernel ottimizzato per EeePC, soprattutto per processori Atom, kernel che ho provveduto ad installare e provare, verificando che effettivamente la responsività dell’intero sistema ne trae grande giovamento.

A questo punto mi butto anch’io nella mischia: Kernel 2.6.30rc4 ottimizzato per interfaccia di rete dell’EeePC (una bomba sul mio 1000HE!) qui gi headers e qui l’image pronti per il download e per spedirmi in orbita tra le stelle dei compilatori folli (ok, va bene Pino, lo so che mi leggi solo tu, ma facciamo finta che ci siano una marea di download, ok?)

Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.

giovedì, 23 aprile 2009

jackalope1 300x256 Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.Ok gente, ci siamo: finalmente è partita la corsa all’accaparramento delle .iso relative alla nuova release della mitica Ubuntazza. Forse posso ritenermi anche fortunato, visto che ho beccato il download diretto, ma credo che la fortuna abbia poco a che fare con questa cosa, infatti son sicuro che stiano potenziando sempre di più la rete di server dedicati a questo e i rallentamenti e gli spintoni tra client saranno sempre più solo un ricordo.

Insomma, il download è possibile a partire da questa pagina e, qualora non si riuscisse ad accedere a quello diretto, consiglio il torrent, abbastanza veloce.

Staremo a vedere se le aspettative saranno soddisfatte dal mantenimento delle promesse da parte del team di Ubuntu …. non so perchè ma son quasi sicuro che quel cazzo di FnF2 non funzionerà, non sono ancora riuscito a capire perchè diamine ritengano così difficile implementare una stupidata di questo genere. Mah, forse proprio perchè non parlo da programmatore, visto che non lo sono mai stato, ma da uTonto, non mi rendo conto delle enormi difficoltà che l’implementazione di FnF2 comporta per uno sviluppatore, non so…

Novità delle novità, per me almeno, è che non parliamo di un CD, ma di un DVD di 4.2Gb! Ma che ci avranno messo dentro? O meglio: avrò mica sbagliato immagine? icon biggrin Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.

Intanto ho avviato l’EeePC 1000HE con Windows e salvato il MBR con HDHacker, programmozzo dall’uso intuitivo che permette di effettuare un backup del Master Boot Record, in modo da averlo pronto per un eventuale ripristino futuro….eccesso di zelo? Non credo, oltretutto non costa nulla fare 2 click e può salvarci da un mare di problemi in futuro o da installazioni linux mal riuscite.

L’EeePC 1000HE, come noto, ha 4 partizioni sull’HD da 160Gb, tutte primarie: la prima è riservata a Windows, la seconda da 60Gb è il drive D: utilizzabile come archivio, la terza è la partizione di ripristino e la quarta la EFI destinata al QuickBoot.

Ho deciso di modificare la seconda, trasformandola dapprima in partizione estesa, poi dividendola in due unità logiche da 30Gb, una formattata in FAT32 dall’originalissimo nome di “Archivio” destinata alla condivisione di documenti tra Windows e linux e l’altra non ancora formattata, su cui andrò a installare Ubuntu.

Credo di non dover/poter dire altro per il momento, ripromettendomi di pubblicare la prova su strada icon wink Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope rilasciata: via al download ed installazione su EeePC 1000HE su unità logica.

Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope

giovedì, 9 aprile 2009

ipv6 Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty JackalopeDa Intrepid in poi, molto è cambiato in Ubuntu, per chi la conosce e la usa da una vita, qualche esempio? xorg.conf praticamente non esiste più di default, /etc/modprobe.d/aliases idem con patate e una marea di altre cose che non sto a citare, ma si tratta di quelli che per anni sono stati i files classici da modificare a proprio piacimento, per personalizzare al meglio il sistema, secondo le proprie esigenze (spero non mi tolgano /boot/grub/menu.lst o /etc/apt/sources.list altrimenti passo a Windows sull’EeePC!)

Vengo al dunque: una delle personalizzazioni che mi riguardava personalmente immediatamente dopo una nuova installazione era la disabilitazione del tanto inutile quanto fottutamente onnipresente ipv6, che per quanto mi riguarda rallenta solo il boot e la navigazione, almeno per ora ed almeno fino a quando non entrerà in uso definitivo….non so, non sono molto informato e non mi importa nulla che lo riguardi, ma non ce lo voglio nella mia box, PUNTO!

Fino a Intrepid era possibile disabilitare il supporto ad ipv6 con pochi semplici passi, modificando /etc/modprobe.d/aliases ecc. (la rete è piena di “tutorial” in merito, non sto qui a dilungarmi su quel vecchio procedimento), ma adesso le cose son cambiate ed il supporto all’ipv6 è compilato all’interno del kernel e nemmeno come modulo! Quindi ci attacchiamo tutti! ….. A meno che …. non ci sporchiamo le mani con una compilazione del kernel “al volo”.

Calma, calma, lo so, anche io tremo quando si parla di ricompilare il kernel, ma questa cosa è più semplice di quanto sembri. In pratica ricompileremo il kernel con il supporto a ipv6 come modulo, in modo da abilitarlo e disabilitarlo quando e se ci pare, ovvero quando qualcuno si deciderà ad utilizzarlo.

Primo passo. Installare i pacchetti necessari:

$ sudo apt-get install kernel-package libncurses5-dev fakeroot bzip2 linux-source

Secondo passo. Scompattare l’immagine del kernel:

$ cd /usr/src
$ tar jxvf linux-source-*.tar.bz2
$ ln -sf /usr/src/linux-source-[versione del nostro kernel] /usr/src/linux

Terzo passo. Salvare una copia di backup dell’attuale file di configurazione:

$ cd linux
$ sudo cp /boot/config-$(uname -r) .
$ sudo mv config-$(uname -r) .config

Quarto passo. Compilare ipv6 come modulo:

$ sudo make menuconfig

Si aprirà il menu di configurazione del kernel. Prima di tutto selezioniamo “Networking support”, quindi “Networking options”. All’interno di “Networking options” cerchiamo la riga “IPv6 Protocol” e, una volta selezionata premiamo “M” oppure la barra di spazio fino a che non compare la lettera “M” tra i simboli di maggiore e minore, così: “<M>”. Salviamo la configurazione ed usciamo.

Quinto passo. Ricompilare il kernel:

$ sudo make-kpkg clean
$ sudo fakeroot make-kpkg –initrd -append-to-version=-noipv6 kernel_image kernel_headers

Questo è il momento di prendere un caffè….di solito in tutte le guide o pseudo tutorial in giro per la rete si parla di caffè….ma due ore e mezzo (Abbiamo voluto l’EeePC? Ecco le conseguenze!) mi sembrano davvero un casino di tempo per prendere un caffè, anche perchè non ho idea di cosa proporre dopo il caffè, provate a guardare il/la vostro/a partner con una luce speciale negli occhi, forse si trova la maniera per passare un paio d’ore. Se non avete un/a partner è il momento buono per uscire a cercarne uno/a.

Sesto passo. Installare il nuovo kernel:

$ cd /usr/src
$ sudo dpkg -i linux-headers-*.deb
$ sudo dpkg -i linux-image-*.deb

Settimo passo. Mettere in blacklist ipv6:

$ sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist

Alla fine del file aggiungiamo la seguente riga:

blacklist ipv6

Salviamo e usciamo.

Ottavo passo. Controlliamo che tutto sia OK

Riavviamo la macchina (giocattolo?) e connettiamoci ad internet normalmente, poi inseriamo nel terminale il seguente comando:

$ ip a | grep inet*

Se l’output non fa nessun riferimento a qualcosa tipo “inet6″, congratulazioni: stiamo usando ipv4!

NOTA: nel Quarto passo, invece che compilare ipv6 come modulo, si potrebbe decidere di eliminarlo definitivamente e senza pietà schiacciando ripetutamente “spazio” finchè ipv6 resta non selezionato. In questo caso si può saltare il Settimo passo perchè non sarà necessario mettere niente in blacklist, semplicemente avremo deciso di non compilarlo e basta.

Il mio pirlotto va che è una bellezza ora….sperando che il team di sviluppo non mi sforni un nuovo kernel proprio oggi, se no mi sparo! icon biggrin Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope

EDIT del 27/04/2009: Non testato personalmente – In diretta dai commenti ecco il “metodo telperion“, per fare tutto in maniera più elegante icon wink Disabilitare ipv6 su Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope (grazie telperion!) – pare che funzioni solo con kernel Vanilla, però, aspetto feedback.

Ubuntu 9.04 beta “Jaunty Jackalope” su EeePC 900

domenica, 5 aprile 2009

jackalope 221x300 Ubuntu 9.04 beta Jaunty Jackalope su EeePC 900Siamo agli sgoccioli, la nuova Ubuntazza sta per essere rilasciata in versione definitiva ed io continuavo a scalpitare. La pazienza non è mai stata una dote che mi ha contraddistinto, quindi, dopo la deludente installazione della Alpha4, con conseguente impazzimento generale del server grafico, mi sono dato all’installazione “pulita” da zero dell’appena rilasciata beta.

Incredibile ma vero: FUNZIONA!

Per “funziona” intendo che funziona sul serio, da subito, immediatamente, o OutOfTheBox che dir si voglia, per usare un ackerismo anglosassone.

Come al solito la pressione del FnF2 non disattiva il WiFi, ma almeno la scheda WiFi è riconosciuta e funziona da subito, anche in live! Mi toccherà fare i soliti “magheggi” per utilizzare quel tasto funzione in particolare, visto che i controlli volume funzionano con OSD e gli altri praticamente non mi sono mai serviti, ma chi se ne frega? Per quanto mi riguarda è perfetto così!

Per non parlare del boot in 21,4 secondi netti! Un traguardo mai raggiunto, nemmeno con il lean kernel di Adam McDaniel e nemmeno dopo la disattivazione di una marea di servizi; mi chiedo cosa succederà quando la metterò a dieta sul serio (Cit.Pollycoke)

Ho formattato i dischi col nuovo FileSystem EXT4, in barba agli allarmismi in giro per la rete: mi pare che problemi non ne dia, poi non so, può darsi che esploda improvvisamente, boh!

Insomma, per ora, con installazione freschissima, posso dirmi più che soddisfatto, ora passo alle solite personalizzazioni e vediamo che succede, ma non potrà che andare sempre meglio!

Aggiornare i driver ALSA all’ultima versione su Ubuntu

venerdì, 20 febbraio 2009
alsa Aggiornare i driver ALSA allultima versione su UbuntuA partire dalla guida all’installazione di Ubuntu su eeePC del buon vinboy ho provato a fare quanto dice per quanto riguarda l’aggiornamento e l’ottimizzazione dei driver ALSA di Ubuntu.
Ricordiamo che i driver ALSA (Advanced Linux Sound Architecture) si occupano della gestione dell’audio del PC.
Nella sua guida vinboy consiglia di scaricare uno script dal forum di Ubuntu, in modo da permettere, con la sua esecuzione, il download e l’installazione delle dipendenze, nonchè il download e la compilazione dell’ultima versione dei driver in questione.
Lo script è molto ben realizzato, nulla da dire, ma purtroppo cerca di scaricare i tarball dei sorgenti via FTP e pare che www.alsa-project.org abbia un po’ di problemi per quanto riguarda lo scambio FTP, non so, magari provocati da traffico intenso sui server, fatto sta che lo script si blocca, continuando a cercare di scaricare questi files.
Ho notato che il sito permette anche un download via HTTP ed ho corretto lo script di conseguenza, sbloccando di fatto la situazione.

Il download dello script corretto è effettuabile clickando QUI e devo dire che dopo la compilazione la situazione audio generale è decisamente migliorata sul mio 900.

 Aggiornare i driver ALSA allultima versione su Ubuntu

Ubuntu 8.10 su EeePC 900 senza il Kernel di Adam Mc Daniel

sabato, 10 gennaio 2009

eeepc900 01 Ubuntu 8.10 su EeePC 900 senza il Kernel di Adam Mc Danieleeepc900 01 Ubuntu 8.10 su EeePC 900 senza il Kernel di Adam Mc DanielIl famosissimo Kernel di Adam Mc Daniel, altrimenti noto come Adam’s Kernel ha risolto un mare di problemi per una marea di tempo e l’intera comunità di Ubuntu Users non può che inchinarsi di fronte a cotanto impegno e dedizione: un solo uomo che permette a migliaia di persone (hacker smaliziati e niubbi incalliti) di usare una distribuzione linux su un laptop senza tante peripezìe compilatorie.

Tuttavia, proprio il fatto che Adam è unico mi ha sempre preoccupato: non che si debba immaginare il peggio, ma se Adam si becca l’influenza, noi che si fa? Dipendere da lui mi ha sempre messo addosso una certa ansia, aumentata di intensità man mano che vedevo procedere le versioni dei kernel Ubuntu generici, continuando a vedere il mio linux-eeepc-lean fermo alla versione 2.6.27-8.

Buone notizie ora, da quando Ubuntu ha inserito nai suoi repository il 2.6.27-11: funziona con un paio di work-around!

Vediamo allora come installare la nostra Intrepid 8.10 su EeePC 900 (e non è detto che non funzioni sugli altri, è solo che io non ho provato, che posso farci se ho solo il 900?)

Sono partito dalla guida del buon vinboy , impresa degna di nota quella di tenere aggiornato un post così su un forum, davvero un mito!

Avendo linkato la guida non devo dire molto di quello che ho fatto, ma limitarmi a dire cosa NON ho fatto di quello che vinboy suggerisce.

Comincio a discostarmi dalla strada da lui seguita al punto 6: ignorate gli aggiornamenti. Io no, a parte il fatto che ho installato col cavo di rete inserito, in modo che la localizzazione in Italiano fosse completata automaticamente, poi la prima cosa che ho fatto dopo il riavvìo è stato abilitare tutti i repo, aggiungere il repository da lui suggerito al punto 12/B per l’aggiornamento all’ultima versione di NetworkManager ed ho aggiornato l’intero sistema in un colpo secco.

Dopo il riavvìo ancora niente WiFi, ma mancava poco: ho saltato i punti 7, 8, 9 e 10 a piè pari, come immaginabile, visto che non volevo l’Adam’s Kernel ed ho installato il pacchetto linux-backports-modules-intrepid da synaptic.

Ho fatto quanto lui dice al punto 4 delle ottimizzazioni, caricando i moduli del kernel all’avvìo ed installato EeeControl, come da lui suggerito, ed ecco che tutto funziona!

Per quanto riguarda le altre ottimizzazioni sempre valide, nulla da dire, vanno fatte; parlo del blocco dello spegnimento e delle regolazioni audio, parlo del trick per non far partire Evolution all’inserimento del cavo di alimentazione, parlo di tutto ciò che è consigliato in quella ed in altre guide per la velocizzazione del boot e la miglior resa dei caratteri.

Quindi ottima risorsa quella del topic aperto e mantenuto da vinboy, ma sappia il mondo della rete e dell’eeePc che non di solo Adam è fatto Ubuntu per gli EeeUsers.

Eccomi

giovedì, 21 giugno 2007
Sono sicuro che a chiunque sia capitato di avere quantomeno la curiosità di provare un sistema operativo diverso da Windows.

Le alternative sono molteplici, a partire da Linux, solitamente il primo passo verso un qualcosa di nuovo che consenta di utilizzare lo stesso hardware.

Per quanto mi riguarda, sono un utente linux da quasi un anno e circa un mese fa mi trovavo a dover effettuare una scelta non proprio di immediata soluzione: dovevo cambiare il mio laptop!

I vari “gironzolamenti” per centri commerciali e giri di link su siti internet, mi avevano confuso più che orientato, ma di una cosa ero certo: il mondo Mac mi incuriosiva!

Una occasione imperdibile mi ha convinto un pomeriggio in cui non avevo neanche intenzione di effettuare l’acquisto (a me capita sempre così: cerco per mesi e poi agisco quando meno me l’aspetto, d’impulso).

Ed eccomi alle prese col mio nuovo MacBook nero con processore Intel.

Reduce dal mondo linux in generale e utente Ubuntu in particolare, ecco che mi ritrovo a cercare aiuto per i primi approcci col nuovo sistema operativo, ma ecco la prima sorpresa: il mondo Mac è stracolmo di “fighetti” esaltati, per lo più ignoranti in materia, capaci di rispondere ad ogni domanda apparentemente scontata con frasi del tipo “non ti serve saperlo” “quelle cose strane si fanno solo su windows” “viva Mac!” “a me funziona”.

Insomma, abituato ad un supporto disinteressato, dettato dallo spirito comunitario, mi son ritrovato a combattere contro l’ottusità di un mondo fatto di servizi a pagamento, comunità italiana ristretta a pochi utenti attivi, forum poco competenti ….. insomma, una delusione!

Tuttavia non mi sono dato per vinto ed ho cominciato a cercare notizie in inglese, scoprendo che una comunità underground esiste e funziona, ma non esiste una vera e propria comunità italiana in grado di far fronte alle richieste del sempre maggiore pubblico.

Spero, con questo blog, di riuscire a fornire un valido aiuto a chiunque sia al primo approccio con questo nuovo mondo: intendo infatti raccogliere qui tutte le mie esperienze man mano che nuove scoperte mi apriranno nuove porte.

A me servirà sicuramente come “diario di viaggio”, spero serva a qualcun’altro come “vademecum”.