Si caro Pino, mio unico e fedele lettore, ho deciso! Finalmente ho eliminato dalla mia vita tutto ciò che ha a che fare col mondo dei PC: in pratica ho smontato dal suo secolare alloggio il PC compagno di mille avventure, per passare al Mac anche come fisso.
Il mio “parco macchine” quindi, ora comprende un MacMini ed un MacBook.
La configurazione del Mini è esattamente quella del Book, ma ricordiamoci che anche il MacBook aveva un solo giga di ram quando l’ho preso, prima di portarla a 2 giga con una semplice operazione consentita ed addirittura incoraggiata dalla stessa Apple nel manuale utente.
Il problema grosso sorge con il Mini! Un cubotto sigillato….bastardi!
Ok, non mi do per vinto subito: al mio passato “smanettonico” e “pseudo-hackeristico” devo il merito di non farmi auto-considerare vinto fino a quando non sono costretto ad andare in assistenza per riparare ai casini che faccio.
Comincia quindi una ricerca in rete e ti trovo un po’ di tutorial…tutti cominciano con frasi del tipo “non fatelo a casa”….incoraggiante davvero!!!
Ma io sono a casa, dove dovrei farlo? Se vado in garage non ho tutto quello che mi serve…vabbeh, tanto non credo che nessuno dica loro che l’ho fatto a casa ghgh.
Cominciamo con l’umpacking, il desassembling, l’apring….insomma, spacchiamo in due sto cazzo di coso!

Costose attrezzature (due coltelli) specifiche studiate all’uopo mi consentono di aprire la scatola: sconsiglio di andare a fondo col coltello, magari è molto meglio usare delle spatole per stucco larghe.
Una serie di scatti inquietanti mi dicono che qualcosa accade: si apre….sperando che nulla si sia rotto.
Il brutto di tutta questa operazione, così come tutto ciò che riguarda il mondo modding ed overclock, non è tanto il
fare, ma l’incertezza di aver fatto bene, fino a quando non si
schiaccia quel fottutissimo tasto ON.
Commento: che mani pelose che ho!

Una volta toccate tutte le linguette ben visibili in questa foto, è possibile procedere alla rimozione del coperchio.
Importantissimo in questa fase, procedere con mano ferma, lo specifico perchè le mie tremavano, non è successo nulla, ma che pena!


In queste 4 foto è possibile (spero) vedere quali viti svitare: cercando di ricordare da dove si sono svitate, non è difficilissimo, anche perchè una sola vite è più lunga delle altre, quindi basta ricordare da dove si è svitata quella.
Indispensabile l’uso di un cacciavite a croce calamitato, perchè le viti sono circa un centimetro dentro dei “tubotti”
Nella prima delle 4 foto è possibile vedere l’antenna bluetooth (credo almeno che si tratti di lei) non da alcun problema, ma conviene stare attenti a non tenere il cacciavite dritto, perchè potrebbe danneggiarsi.

Quella che merita un’attenzione particolare è proprio l’antenna WiFi, che possiamo ammirare in tutto il suo splendore nella nella foto accanto, appena rimossa.
La molla che è possibile vedere al centro tra due gancetti di plastica neri, non è abbastanza compressa da far saltare l’antenna, quindi basta premere contemporaneamente i gancetti uno verso l’altro per sganciare l’antenna.
Questa operazione è indispensabile per svitare una delle 4 viti.
A questo punto consiglio caldamente di rimuovere la molla e di tenerla da parte, perchè io ho dovuto ri-svitare tutto una volta richiuso, perchè mancava all’appello ed era finita dietro al lettore dvd!

E finalmente eccoci qui! Ecco i due banchi di ram presenti all’interno, in basso a sinistra nella foto.
E’ intuitivo capire come rimuoverli, non sto qui a fare il saputello: ci sono i soliti due gancetti che bisogna allargare per far si che il banco ram scatti verso l’alto, quindi estrarlo tirando bene, con poca forza, ma molta decisione.
A questo punto non resta che il posizionamento dei nuovi banchi ram, entrambi da un giga
Importante è premere bene uniformamente al fine di far si che il banco ram entri bene nell’alloggiamento.
Indice di un lavoro corretto è il fatto che i gancetti si richiudono, senza esser forzati in nessuna maniera…click!
Bene, il passo successivo è quello di riavvitare il tutto, il posizionamento della molla e dell’antennino e la chiusura del case a pressione.
A questo punto consiglio di provare la macchina prima di chiuderla, onde evitare di dover combattere di nuovo coi dentelli, se la ram non viene riconosciuta o, che ne so, non funziona il WiFi.
A me fortunatamente è andata alla grande, ma caro Pino, ti posso assicurare 
che fino a quando non ho visto questo, ho sofferto come un cane, sospeso tra la voglia di “fare da me”, quella di risparmiare e quella di suicidarmi qualora qualcosa fosse andato storto.
Tuttavia, la soddisfazione che una cosa di questo genere può conferire è indescrivibile e incomprensibile per chi non l’ha mai provata, quindi non sto lì a spiegarti più di tanto come mi sentivo.
Sia importante e fondamentale per te sapere che è possibile e, se ce l’ho fatta io…beh, puoi farcela anche te.
Alla prossima niuz!